4.12.18-ore 13: “Nella seduta del 28 novembre, spiega in una nota il capogruppo del Centro democratico Pietro Campagna – il Consiglio comunale ha, tra l’altro, deliberato l’acquisizione al patrimonio dell’Ente, in forza delle disposizioni sul cosiddetto federalismo demaniale, dell’ex deposito carburanti dell’esercito di Via Appia. La Città si è così finalmente riappropriata di una parte molto significativa, per estensione ed ubicazione, del proprio territorio, ubicata proprio in prossimità di uno degli accessi dalla S.S. Basentana.

Si rende ora necessario procedere alla redazione del Piano di recupero, come peraltro espressamente previsto dall’art. 54 del Regolamento Urbanistico, proprio per evitare che eventuali future destinazioni possano essere lasciate ad estemporanee decisioni, come era stato già recentemente ipotizzato in sede di programmazione dei fondi ITI con il terzo centro di raccolta dei rifiuti.

Senza deludere le pur legittime aspirazioni degli abitanti della zona, che hanno già manifestato l’esigenza di un’area verde, la suddivisione del compendio in due aree distinte e separate, la prima di circa un ettaro e l’altra di circa due ettari, rende peraltro possibile pensare, più che a destinazioni di tipo edilizio, a destinazioni di pubblica utilità certamente più utili.

Non nascondo che, come hò già evidenziato in Consiglio comunale, le prime ipotesi di lavoro che mi sento di porre all’attenzione sono la realizzazione, nella parte meno estesa ma più prossima alla rotatoria tra Via Appia e Viale del Basento, di un’area di scambio, dove bloccare la maggior parte dei mezzi del servizio di trasporto extraurbano provenienti da Potenza Est, mentre nell’area più ampia potrebbero trovare adeguata soddisfazione altre preminenti e pressanti esigenze di carattere generale della Città, prima tra tutte quella di individuare una nuova sede per il mercato mensile, che và com’è noto delocalizzato rispetto alla sua attuale e precaria collocazione.

L’auspicio è comunque quello che si attivi, al più presto, un’ampio confronto con le forze politiche presenti in Consiglio comunale, gli Ordini professionali e le Organizzazioni socio-imprenditoriali per addivenire ad una scelta quanto più condivisa possibile”.

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