Villa Romana di Malvaccaro

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L’unica villa romana recuperata nel territorio potentino è quella di Malvaccaro. situata in una traversa di via Parigi, nel quartiere di Poggio Tre Galli.
Le strutture oggi visibili, appartenenti ad una fase di monumentalizzazione, sono databili tra il III e la prima metà del IV secolo, ma al di sotto di esse vi sono tracce databili al I-II secolo d.C.
Gli ambienti di rappresentanza della villa si sviluppano su più livelli. Partendo da quello inferiore, decorato con coperture di marmo pavonazzetto (un tipo di marmo bianco con venature “paonazze”, ovvero di colore violaceo scuro, che richiama la coda del pavone. È chiamato anche frigio, per la sua provenienza dall’omonima regione dell’Asia Minore, l’attuale regione Egea, in Turchia), si aveva accesso al triclinium (sala da pranzo), il cui pavimento propone un mosaico policromo, con un motivo a squame incorniciato da una fascia di triangoli disposti a spina di pesce. Il pavimento presenta centralmente un medaglione con l’immagine delle tre Grazie e si conclude verso nord con una grande aula absidata. Qui, su un divano semicircolare (stibadium) in muratura, reso senz’altro più confortevole da cuscini, prendevano posto i convitati. Sdraiati sul divano, gli ospiti godevano dell’immagine delle tre Grazie, in un contesto che la rappresentazione figurata di anfore e di cesti di frutti e fiori rendeva evocativo dei banchetti dionisiaci.
La villa ha subito numerosi rifacimenti che ne hanno in parte modificato anche la planimetria originaria. In tempi più recenti è stata anche utilizzata come casetta rurale, ma forse originariamente si trattava di una masseria, su un importante crocevia tra il Vulture e l’interno della Basilicata, dove si producevano e probabilmente vendevano prodotti agricoli.

 

 

Testo a cura dei volontari  del progetto di Servizio Civile “………… c’è TURISMO e CULTURA a POTENZA”

 

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