10.09.19 – ore 12,10: “Quando leggo che chi dovrebbe difendere le Pari opportunità tra uomini e donne si preoccupa di far cambiare una locandina, sulla quale appare una presentatrice in gonna, mi torna alla mente chi sosteneva che l’abbigliamento di una donna potesse essere causa di una violenza subita. E’ chiaro – prosegue l’assessore alla Pari opportunità Marika Padula – che un tale atteggiamento vada contro ogni più elementare norma di buon senso e, anzi, avalli tutta una serie di comportamenti che, invece di opporsi ad ancestrali stereotipi, li fomenta e, in qualche misura, se ne rende complice, per esempio attraverso la diffusione di un post sui social che presta il fianco ai ‘leoni da tastiera’. Ma la cosa, se possibile, ancora più grave, è che il regime di censura sia stato imposto attraverso comportamenti tesi a limitare l’altrui libertà, arrivando a decidere cosa sia lecito pubblicare e cosa non lo sia, esclusivamente sulla base di un proprio giudizio, meglio, pregiudizio. Ricordo a tutti, e in primis a me stessa, che la schiavitù della donna-oggetto trova in realtà, in chi nega la possibilità di mostrarsi per quello che si è, con decenza e correttezza, anche a livello estetico, una criticità di non facile soluzione. Dobbiamo noi per prime rinunciare a giudicare ed essere giudicate per quello che mostriamo, ma imparare a dimostrare quello che siamo, anche attraverso l’aspetto fisico che, se non esibito in maniera indecorosa, e non era certamente il caso della locandina che pubblicizzava l’evento del ‘Potenza Calcio’, completa una figura, quella della donna, che dell’avvenenza fa una parte importante del suo essere e non un aspetto da nascondere o del quale vergognarsi. Ecco, io provo vergogna per chi con atteggiamenti censori imponga i propri modelli ad altri e mi auguro che la nostra città non si lasci vessare , ma difenda i propri valori e la propria libertà nei confronti di chiunque” conclude l’assessore Padula.

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