Portasalza

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“Chiamavasi Portasalza, che si alza, perché ivi, un tempo eravi un fossato, ed una specie di ponte levatoio, essendo quella la principale fra le Porte della città”.

Portasalza deriva il suo nome dall’antico casale costruito a margine dell’abitato cittadino e separato da esso da un fossato. Prima del XV secolo la zona in cui fu eretta la porta restava fuori della città, perché le mura chiudevano l’abitato all’altezza della Chiesa di San Michele. All’esterno delle mura, fin dal XV secolo, esisteva un piccolo borgo nei pressi della cappella di San Giacomo (attuale borgo Pisacane) che contava inizialmente solo quattordici famiglie. Il borgo costruito a margine dell’abitato era da questo separato da un fossato e dall’omonima porta, che, fino alla sua demolizione, era l’unico ingresso carrabile controllato. Il borgo fuori Portasalza iniziò ad accrescersi agli inizi del Settecento per raggiungere la sua massima espansione nel XIX secolo. Gli abitanti di Portasalza erano i “portasavezesi”, che si differenziavano dai “casteddesi”, quelli cioè che abitavano intorno alla Chiesa di San Gerardo e nel rione di San Luca. I giovani potentini erano così divisi da una simpatica rivalità che li vedeva spesso impegnati in sfide d’ogni genere. Portasalza non è più visibile, non si conosce neppure con certezza la sua esatta ubicazione e la forma architettonica non è documentata. Fu, infatti, abbattuta nel 1818 su decisione del decurionato per aggregare alla città il borgo e per bonificarlo a causa delle condizioni fatiscenti della porta e delle costruzioni vicine. Una ricostruzione di come doveva presentarsi Portasalza, all’epoca della costruzione da parte dei Guevara, è possibile grazie ad un affresco del XVI secolo, visibile sulla parete destra della Chiesa di S. Michele, vista da nord. Nell’affresco è attorniata da alcune case con, a destra, una imponente struttura a torre. Altre informazioni possono essere ricavate dalle descrizioni degli storici successivi, secondo cui “la porta era ad arco, preceduta da un fossato. Aveva un ponte levatoio con una casa sovrastante”.

The name derives from the ancient house built in the margin of the citizen town, and separated from it by a moat.
The village out of the port started to grow at the beginning of the 18th Century, to reach the greatest extension in the 19th Century.
Until its demolition (in the 1818, to aggregate the village to the city and to remediate it, cause of its conditions), Porta Salza was the only driveway entrance to the city.
A reconstruction of the port can be made by a mural, visible on the right wall of the San Michele Church: it’s represented surrounded by some houses and, on the right, an imposing tower structure.

 

Testo e foto a cura dei volontari  del progetto di Servizio Civile “………… c’è TURISMO e CULTURA a POTENZA”

 

FONTI:

F.Villani- R.Fulco , Potenza Città verticale- Guida turistica, Villani Editore

Buccaro A. (a cura di) Le città nella storia d’Italia. Potenza 1997

Raffaele Riviello, Cronaca potentina dal 1799 al 1882, Nicola Bruno Editore, Potenza, 2002, pagg. 16-18.