Chiesa di Maria Santissima Immacolata Concezione

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Sulla punta estrema della città, anche a distanza ragguardevole, è possibile notare un complesso abitativo di notevoli proporzioni. La forma degli edifi ci, anch’essi di considerevole altezza, ubicati sul crinale dell’altura detta il Cocuzzo, non può sfuggire a chi arriva a Potenza. Si tratta del “Serpentone”, come è stato battezzato dal popolo, che vi ha visto una somiglianza nella sua forma allungata. Insediamenti abitativi si sono avuti tra gli anni ’60 e ’70, incrementati in seguito, dopo il terremoto del 1980, con la costruzione di alloggi di cooperative popolari e di palazzi.

Il numero crescente della popolazione, l’enorme distanza dal centro storico, le difficoltà di collegamento viario, danno all’insediamento la configurazione di un nuovo nucleo abitato, quasi distaccato dalla città che è vista come un miraggio in lontananza. E’ una nuova realtà cittadina che impone grossi problemi alle amministrazioni istituzionali e alla chiesa, chiamate a provvedere entrambe alle esigenze materiali e spirituali degli abitanti. In un angusto locale a pianterreno di un complesso edilizio del rione, la gente comincia a ritrovarsi per le celebrazioni liturgiche e per un minimo di attività religiose.

A rinverdire la secolare giurisdizione del clero della cattedrale sulle zone fuori del centro abitato, è un canonico del capitolo che si prende cura della popolazione. La soluzione a carattere provvisorio non è più sostenibile e si impone l’esigenza di creare una nuova comunità ecclesiale e di costruire una chiesa di notevole grandezza che fosse in grado di accogliere la popolazione sempre più in crescita.

Il vescovo Mons. Giuseppe Vairo, l’8 dicembre 1978, compie l’atto giuridico dell’istituzione della Parrocchia sotto il titolo di Maria Santissima Immacolata, più complesso e difficoltoso si prospetta il cammino della realizzazione del complesso ecclesiale. Il dislivello del suolo, scelto per la edificazione della chiesa, suggerisce all’ingegnere architetto Carlo Roccatelli l’idea di progettare saloni, casa canonica e locali di ministero pastorale alla base di una grande piramide, che doveva svettare in alto per accogliere la chiesa con accesso dalla parte superiore del poggiolo. L’idea si presenta molto allettante, ma non altrettanto piacevole è il cozzo con la realtà dei numeri dettati dalle leggi dell’economia.

A lavori iniziati, sopraggiunge il terremoto del 1980 e saltano i calcoli precedenti che si devono adeguare alle leggi antisismiche, e saltano le disponibilità economiche dell’amministrazione comunale, che ha messo a disposizione il suolo edificatorio, non più in grado di poter provvedere, anche perché esigenze più impellenti premono paurosamente. Solo un ulteriore finanziamento della CEI, e la sempre inesauribile disponibilità della popolazione, consentono la ripresa dei lavori. Per poter disporre almeno di un grande ambiente ecclesiale, i lavori si fermano al completamento del primo piano; sulla spianata del tetto vengono collocati, a segnale della provvisorietà della soluzione, delle forme triangolari, e la progettata piramide della chiesa è rimasta nel plastico, gelosamente conservato nell’atrio dell’attuale tempio, conservando almeno la speranza che il sogno possa diventare realtà. La vetrata posta dietro l’altare è stata realizzata da artisti fiorentini, e la via Crucis e il grande Crocefisso, sono opera del maestro Lovisco.
Negli ultimi anni si sono aggiunte la vetrata interna ad opera di Daniela Santoro e la statuta di Padre Pio scolpita dal maestro Viola.

La vera realtà è costituita da una popolazione di oltre diecimila anime, che si vedono, anche per l’attraversamento a fondovalle della strada a scorrimento veloce, quasi isolati dal centro storico. Complessa e variegata è la composizione degli abitanti provenienti da varie realtà socio-culturali, con un territorio rurale che comprende attualmente le contrade Gallitello e Valle Paradiso. Ultimamente si sono aggiunti vari centri commerciali ed edifici pubblici. Arduo è il compito della comunità ecclesiale che non si stanca, oltre la sua naturale funzione di evangelizzazione, di essere centro di aggregazione e di incontro per l’intero quartiere con un occhio privilegiato alla gioventù e alle realtà meno abbienti.

 

 

On the extreme point of the city, even at great distance, it’s possible to see a large-scale housing complex.

The shape of the buildings cannot escape those who arrive in Potenza.

It is the ‘Serpentone’, so baptized by the people, which has seen a similarity in its long shape.

The district grew after the earthquake in 1980, with the built of houses of popular cooperatives and palaces.

The growing population, the huge distance from the city centre, the difficulties of road connection, gave to it the configuration of a new inhabited center, almost detached from the city.

It’s a new city reality that gives huge problems to the administrations and the Church, both called to provide for the material and spiritual needs of the people; in a cramped ground floor room, people start to meet each other for the liturgical celebrations and for a minimum of religious activities.

The temporary solution is not viable anymore, and it’s imposed the need to create a church of considerable size, that could welcome the population, still growing.

On 8th Decembre, 1978, the bishop Mons. Giuseppe Vairo instituted the Church; more complex is the project.

After works has begun, the eartquake of 1980 imposed new emergencies to the administration, which could not longer finance the project.

Only an additional CEI funding and the inexhaustible willingness of the people made the works could restart.

To have a big clerical environment at least, the works stopped with the realization of the first floor; on the roof, because of the temporary nature of the solution, there are some triangular forms, and the projected pyramid has remained in the plastic, jealously keeped in the hall of the actual temple, with the hope of the initial dream becoming reality.

The glass behind the altar has been realized by florentine artists, and the Via Crucis and the big Crucifix were made by Maestro Lovisco.

In the last years, were added the internal glass (realized by Daniela Santoro) and the statue of Padre Pio (realized by Maestro Viola).

 

 

Testo a cura dei volontari del progetto di Servizio Civile “………… c’è TURISMO e CULTURA a POTENZA”

 

Fonti:

parrocchiaimmacolata.potenza.it