Chiesa di San Michele Arcangelo

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Situata in via Rosica, una traversa della storica via Pretoria, la Chiesa di San Michele Arcangelo costituisce un grande esempio di arte romanica.

La Chiesa originaria risale al V secolo circa, in un’epoca a cavallo fra il 492 e il 496, quando Vescovo della città era tale Erculenzio, sotto il papato di Gelasio I. Questa tesi è accreditata dal ritrovamento di un mosaico del V secolo rinvenuto al disotto del pavimento dell’edificio religioso. All’epoca la Chiesa era dedicata a San Michele Arcangelo e a San Marco (o forse San Martino.

L’edificio attuale è altrettanto antico e ricco di storia, dal gusto romanico-longobardo, eretto probabilmente tra il X e il XII secolo, la cui presenza è testimoniata in un atto ufficiale del 1178. In quell’anno, infatti, i sacerdoti della stessa Chiesa insieme a quelli della Chiesa della Santissima Trinità richiesero al Vescovo Giovanni Sola la conferma di alcuni regolamenti legati alla vita ecclesiastica e sacerdotale.

La facciata principale a due ordini e quattro zone, separata da lesene e con la classica forma a “capanna”, si contraddistingue per l’uso della pietra viva, un particolare tipo di muratura che restituisce una pregevole uniformità cromatica. L’ingresso è costituito da un portale in pietra, con un doppio stipite e due archi a tutto sesto, sovrastato da una grande finestra.

La Chiesa presenta anche un portale inferiore sulla facciata laterale destra, sormontato da una lunetta decorata da un bassorilievo raffigurante la Madonna col Bambino, con a destra uno stemma francescano e a sinistra un motivo floreale. Esternamente l’edificio presenta anche un’iscrizione funeraria di epoca romana.

Le linee interne dell’edificio sono romaniche. La pianta basilicale conta tre navate absidate e divise tra loro da dodici pilastri quadrati, senza basi di fondo, con capitelli a piramide tronca rovesciata. Le navate hanno il soffitto coperto da capriate in legno e sono illuminate da piccole finestre a doppio strombo.

Sull’altare maggiore domina il crocifisso ligneo policromo opera di un ignoto artista meridionale. La navata centrale, sovrastata da un soffitto ligneo illuminato da tre monofore, presenta diverse opere d’arte.

 

Cona di Sant’Antonio da Padova, scultura lignea, 1600

La cona consta di quattro colonne decorate a festoni floreali e putti. Pare che sia stata intagliata da maestri del vicino paese di Avigliano. Essa s’impone soprattutto per l’elegante apparato decorativo armoniosamente inserito in un impianto architettonico ispirato ancora a modelli cinquecenteschi. La data di costruzione (1605 o 1665) è dipinta sulla base. Nella nicchia vi è la scultura lignea – probabilmente risalente al Settecento -, raffigurante S. Antonio da Padova.

Ai lati della cona i dipinti, a sinistra i Ss. Gerardo e Francesco da Paola; a destra i Ss. Vito e Saverio.

 

Simone da Firenze,Cristo deposto e Annunciazione, dipinto su tavola, 1537, Cimasa della Cona di Sant’Antonio

La cimasa, formata dalla parte di un polittico del 1537, purtroppo smembrato, è attribuita a Simone da Firenze, di cui si hanno documenti dal 1520 al 1540 ca. Ritrae a mezzo busto Cristo deposto dalla croce con, a sinistra, l’Angelo nunziante, e a destra, l’Annunziata.

 

Teodoro D’Errico,Madonna con Bambino e i Ss. Pietro e Paolo, tela, XVI secolo

D’Errico è lo pseudonimo del fiammingo ugonotto Dirk Hendrikksz (pittore 1574-1618), rifugiatosi a Napoli dopo la strage della notte di S. Bartolomeo (24 agosto 1572).

Nel quadro sono tangibili il tenero pittoricismo adottato dall’artista olandese, la cangiante vivacità cromatica delle stoffe all’insegna del gusto baroccesco, la tendenza dolce e pastosa che si pone come tramite culturale tra la maniera italiana e la verità fiamminga.

Il paesaggio è immerso in un’atmosfera dai teneri effetti cromatici.

 

Antonio Stabile,Madonna del Rosario tra i Ss. Domenico e Tommaso, tela, 1576

Il dipinto è suddiviso in due registri: quello superiore presenta la Madonna e il Bambino intenti a porgere la corona del Rosario ai Ss. Domenico e Tommaso d’Aquino; in quello inferiore sono scanditi in due ordini 15 scenette raffiguranti i Misteri del Rosario.

Interessante risulta l’insolita scansione, a registri sovrapposti, delle scene dei Misteri, abitualmente collocate ai margini della scena principale.

Il quadro non si differenzia molto da quello presente ad Acerenza, nella Cattedrale; le opere presentano gli stessi colori freddi, lo stesso disegno minuzioso di marca iberica e fiamminga, lo stesso equilibrio compositivo, le stesse forme del viso, degli occhi, delle palpebre abbassate solcate da una striscia scura.

 

Simone da Firenze, Cristo fra gli Apostoli e Gli Apostoli, dipinti su tavola, 1532

Le predelle apparteneva ad un polittico, ora smembrato, uscito dalla bottega di Simone da Firenze, pittore di cui si hanno documenti che vanno dal 1520 al 1540 circa.

 

Giovanni de Gregorio detto il Pietrafesa, Annunciazione, tela, 1612 

L’opera appartiene alla maturità artistica del Pietrafesa, il quale riesce qui a raggiungere ottimi livelli qualitativi soprattutto nell’Angelo, rappresentato con spontaneità di espressione ed equilibrio classico.
Molto bella, infine, la scultura lignea di san Michele Arcangelo (prima metà del XVIII secolo).

 

 
Located in Via Rosica, a side street of the historic Via Pretoria, the Church of San Michele Arcangelo is a great example of Romanesque art.
The original Church dates back to the fifth century or so, at a time between 492 and 496, when the Bishop of the city was a certain Erculenzio, under the papacy of Gelasio I. This thesis is credited by the discovery of a mosaic of the fifth century found below the floor of the religious building. At that time the Church was dedicated to San Michele Arcangelo and to San Marco (or perhaps San Martino).
The current building is as ancient and rich in history, with a Romanesque-Lombard flavor, probably erected between the 10th and 12th centuries, whose presence is witnessed in an official act of 1178. In that year, in fact, the priests of the same Church together with those of the Church of the Holy Trinity asked Bishop Giovanni Sola for confirmation of some regulations related to ecclesiastical and priestly life.

 

 

Testo e foto a cura dei volontari del progetto di Servizio Civile “………… c’è TURISMO e CULTURA a POTENZA”

 

 

 

Fonti:

 

Basileusonline

Paesionline

Basilicata Turistica