Chiesa della Santissima Trinità

.

Torna indietro

Clicca qui per tornare alla pagina precedente

La Chiesa della Santissima Trinità, situata al centro di Via Pretoria, nel pieno centro storico, è antecedente al IX secolo. Tuttavia, è ragionevole presumere che la Chiesa fosse già esistente nell’XI secolo, dal momento che il primo documento in cui viene citata risale al 1178.

 

Consacrata nuovamente nel XIV secolo, vi lavorò il pittore Pietro Afesa; venne poi distrutta dal terremoto del 1857 e ricostruita completamente solo nel 1872. Le pareti sono state decorate negli anni trenta da Mario Prayer e anche l’abside e il transetto hanno subito modifiche rispetto agli originali.

 

In seguito ai lavori effettuati nella Chiesa, sono state portate alla luce alcune epigrafi ed un affresco raffigurante una Maestà in trono, databile al XIV secolo.

 

La struttura originaria aveva, probabilmente, una planimetria diversa dall’attuale ottocentesca, ricostruita dopo il 1872 a seguito del disastroso terremoto del 1857: dalle testimonianze del Viggiano e del Riviello, che videro l’edificio medievale, è ipotizzabile che il tempio avesse un impianto romanico a tre navate, simile a quello della Chiesa di S. Michele, ma con copertura a capriate al centro e a crociere nelle navate laterali.

 

Oggi l’edificio mostra un impianto a navata unica con cappelle, un soffitto cassettonato, un breve transetto ed un abside semicircolare. Le forme attuali dell’abside sono il risultato di interventi condotti in epoca fascista e nel secondo dopoguerra. L’unica parte superstite dell’originale complesso è oggi riconoscibile nei due registri residui del campanile.

 

La sola documentazione pervenuta, relativa alla Chiesa, è quella conservata nell’Archivio di Stato di Potenza. Il documento più antico del suo archivio risale al 1274: si tratta di una “chartula venditionis”.

 

La prima menzione della Chiesa, come detto, è in un documento del 1178; l’atto cita le Chiese di San Michele e della SS. Trinità ed attesta la loro posizione nel Castrum Veteris, la zona più antica della città, separato dall’area di S. Gerardo da una piazza pubblica.

 

Dall’atto si deduce l’elevato costo dell’abitazione in questa zona e il tipo di ceto sociale che l’abitava. Sembra proprio che dal castrum veteris, sin dagli inizi dell’XI secolo si fosse avviato un lento processo di urbanizzazione, che portò all’espansione sempre di più verso l’esterno.

 

Il 17 marzo 2010, durante alcuni lavori di restauro, vennero trovati nel sottotetto della Chiesa i resti di Elisa Claps, scomparsa il 12 settembre 1993. La Chiesa venne quindi messa sotto sequestro dalla procura di Salerno per le indagini. Ad oggi l’edificio non è ancora stato riaperto al culto.

 

 

 

The Church is located in the center of via Pretoria: the first document in which it is mentioned dates back to 1778.
After the destruction, due to the earthquake of 1857, the church was rebuilt bringing to light many epigraphs of the fourteenth century.
Today the building, of medieval origin, has a single nave and an apse rebuilt during the fascist age.
The only documentation relating to the Church is preserved in the State Archive of Potenza. The oldest document in the archive dates back to 1274: it’s a “chartula venditionis”. The first mention is in an act, dated 1178, that mentions the Churches of San Michele and SS. Trinità, certifying their position in the Castrum Veteris, the oldest area of the city.
On 17 March 2010, during some restoration works, the human rests of Elisa Claps, who disappeared on 12 September 1993, were found in the attic of the Church.
It was then placed under seizure by the prosecutor of Salerno investigators. Today the building is still closed.

 

 

 

Testo a cura dei volontari del progetto di Servizio Civile “………… c’è TURISMO e CULTURA a POTENZA”

 

 

 

 

 

 

 

Fonti:

 

 

 

wikipedia.org