Palazzo delle Poste Centrali

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Di fronte al Monastero di San Luca (Caserma dei Carabinieri) c’è il Palazzo delle Poste centrali. Fu progettato nel 1938 da Ernesto La padula, architetto lucano del periodo fascista, originario di Pisticci, che a Roma realizzò il Palazzo della Civiltà Italiana. La sua realizzazione terminò invece nel 1943. Ha pianta quadrata, coperta nella parte centrale da volta a botte. Si apre sulla Via Pretoria con un profondo porticato. Attraverso una gradinata, si raggiunge l’atrio d’accesso ad un’ampia e luminosa sala a doppia altezza, all’interno della quale si conserva l’arredo originale. La realizzazione dello stabile, sul luogo precedentemente occupato dal Palazzo Murena, si inserì nel piano di risanamento urbanistico dell’area compresa tra Via Pretoria e la Strada Extramurale S. Gerardo (l’attuale Via Vescovado), dove si estendeva il vecchio Rione Addone, costituito da poche case “palazziate”, abitazioni e “sottani” fatiscenti in cui si ammassava il proletariato urbano.

Il Palazzo di proprietà della famiglia Addone, quando nel 1799 i cittadini insorsero contro i Borboni ed innalzarono in Piazza del Sedile l’Albero della Libertà, fu teatro della strage dei Sanfedisti, autori del massacro di alcuni notabili filo giacobini.
I lavori, che prevedevano il risanamento del Rione Addone, furono interrotti nella Seconda Guerra Mondiale e furono poi completati in seguito.

 

In front of the San Luca Monastery (Carabinieri’s barrack) there’s the central post office building. It was designed in 1938 by Ernesto La Padula, a Lucanian architect of the Fascist period from Pisticci. Its construction ended instead in 1943. It has a square plan, covered in the central part by a barrel vault. It opens onto Via Pretoria with a deep porch. The palace, owned by the Addone family, when in 1799 the citizens rose up against the Bourbons and raised the Tree of Liberty in Piazza del Sedile, was the scene of the massacre of the Sanfedisti, authors of the massacre of some notable Jacobins.
The works, which included the rehabilitation of the Addone district, were interrupted in the Second World War and then completed later.

 

Testo e foto a cura dei volontari del progetto di Servizio Civile “………… c’è TURISMO e CULTURA a POTENZA”

 

 

FONTI:

 

F. Villani e R. Fulco, Potenza Città Verticale, Villani Editore
lucania.one