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Nell’imponente complesso che domina l’antico rione di Santa Maria, sono esposti reperti archeologici rinvenuti negli scavi condotti in Basilicata riferibili al periodo compreso tra preistoria e tarda età romana fino all’età medioevale.

Ai piedi della gradinata, all’ingresso che dà su Via Ciccotti, è proposta la ricostruzione dell’acquedotto di Potenza di epoca aragonese, mentre al piano terra è collocata parte di una stele funeraria a edicola, con iscrizione osca in caratteri greci proveniente da Anxia (Anzi).

Tutti gli altri materiali del Museo sono esposti su due piani, raggruppati in sezioni cronologiche e topografiche.

Al piano terra, inserita all’interno della mostra documentaria “Antichidentità”, è possibile visitare la sezione pre-protostorica intitolata a Francesco Ranaldi, che include i più significativi reperti provenienti dagli scavi nell’area del Bacino di Atella, dalle grotte di Latronico e da Oliveto Lucano.

L’esposizione, inaugurata il 27 novembre del 2009, rappresenta un contributo conoscitivo e un tributo di riconoscimento all’attività di recupero e conservazione svolta dai tre direttori “storici” del Museo: Vittorio Di Cicco, Concetto Valente, Francesco Ranaldi.

Nel giardino interno, significativa è l’esposizione del Lapidarium, con iscrizioni onorarie e funerarie in lingua latina relative alla Potentia romana nel periodo compreso tra età repubblicana e tardo-antica.

Nelle nicchie lungo la scalinata che conduce al primo piano sono collocate le sculture di Giuseppe Antonello Leone, facenti parte della mostra “Il riposo delle pietre erranti”.

Al primo piano è visitabile l’esposizione archeologica permanente che illustra il percorso crono-culturale delle principali forme di popolamento della Lucania antica (Enotri, Greci, Lucani) a partire dall’VIII secolo a. C. e reperti ascrivibili al processo di romanizzazione avvenuto nel periodo compreso tra il IV secolo a. C. fino alla prima età imperiale.

Founded in 1889, with the first materials collected by archaeologists Michele Lacava and Vittorio De Cicco, the Museum had as its first location the Palace of Justice in Piazza Mario Pagano.
After the fire of 1912, which destroyed many collections, it had its new headquarters in the Santa Maria District, in one of the 18 pavilions built for the Psychiatric Hospital, never completed.
On September 9, 1943, it was razed to the ground by German bombings.
Designed, in 1962, by the architect Giovanni De Franciscis, the new museum was inaugurated on May 2, 1980.
In the imposing complex that dominates the ancient district of Santa Maria, archaeological finds from the excavations conducted in Basilicata are exhibited, referring to the period between prehistory and late Roman age, up to the medieval age.
At the foot of the steps, at the entrance that gives onto Via Ciccotti, the reconstruction of the Aragonese aqueduct of Potenza is proposed, while on the ground floor there is part of a funeral stele with a newsstand, with Oscan inscription in Greek characters from Anxia (Anzi).
All the other materials of the Museum are exhibited on two floors, grouped in chronological and topographical sections.
On the ground floor, included in the documentary exhibition “Anti-identity”, it is possible to visit the pre-protohistoric section dedicated to Francesco Ranaldi, which includes the most significant finds from excavations in the area of the Atella basin, from the caves of Latronico and from Oliveto Lucano.
In the internal garden, the exposure of the Lapidarium is significant, with honorary and funerary inscriptions in Latin relating to the Roman Potentia, in the period between the republican and late ancient ages.
On the first floor you can visit the permanent archaeological exhibition which illustrates the chrono-cultural path of the main forms of population of ancient Lucania (Enotri, Greeks, Lucani).
It starts from the eighth century BC. C. and finds ascribable to the Romanization process that occurred in the period between the 4th century BC. C. up to the first imperial age.

 

Testo e foto a cura dei volontari del progetto di Servizio Civile “………… c’è TURISMO e CULTURA a POTENZA”

 

 

FONTI:

basilicataturistica.it
museionline.info