Villa del Prefetto

La Villa del Prefetto è situata nel centro storico della città, in prossimità di piazza Mario Pagano, e corrisponde al giardino del Palazzo del Governo.

Ha due punti di accesso, superiormente da via IV Novembre sul lato sud-ovest del Palazzo del Governo, inferiormente da via Mazzini, rappresentando così un valido collegamento fra il centro storico, via Mazzini e le zone ad essa limitrofe. In estate è sede di spettacoli all'aperto (rassegne cinematografiche e concerti).

La Villa, d'impianto novecentesco, si estende su di un terreno a forte pendenza, occupando una grande scarpata posta lungo il lato posteriore del Palazzo del Governo.

Nel Settecento l'area occupata da questo giardino apparteneva al monastero dei Padri Conventuali di San Francesco e quasi certamente veniva utilizzata esclusivamente a fini agricoli.

Dopo la soppressione del convento, avvenuta nel 1808, questo terreno seguì le sorti dell'edificio a cui rimase sempre annesso, utilizzato da quel momento in poi a soli fini civili (dapprima sede del Capo della Provincia e degli Uffici dell'Intendenza; attualmente sede della Provincia e della Prefettura).

Agli inizi del Novecento, negli anni Venti, il perimetro del giardino corrispondeva a quello attuale, ma il suo impianto era ancora molto semplificato. La viabilità interna era poco articolata; esisteva ancora solo il primo tratto della gradinata monumentale, incluso nell'ala nord-ovest del Palazzo del Governo, e vi erano due ingressi, uno posteriormente all'edificio e l'altro su via Mazzini.

Negli anni Trenta sono incominciati i lavori che hanno portato alla definitiva realizzazione dell'attuale impianto, sia per la parte architettonica che per il verde, con le ultime modifiche risalenti agli anni Sessanta.

A partire dagli anni Settanta il giardino è stato aperto al pubblico per la prima volta e dalla seconda metà degli anni Novanta sono incominciati i lavori di restauro, ancora in corso.
Attualmente la Villa appartiene all'Amministrazione Provinciale ed è gestita dal Comune di Potenza.

È inserita nell'Inventario generale del "Censimento dei giardini storici della Basilicata", curato dalla Soprintendenza per i Beni Ambientali e Architettonici della Basilicata.

La Villa è caratterizzata da una gradinata monumentale formata da due parti che si sviluppano in modo speculare, posta in posizione semicentrale rispetto all'asse minore della Villa e suddivisa in più tratti con andamento rettilineo o curvilineo.

In particolare il primo tratto, di forma ellittica, visibile ma non accessibile al pubblico, ne costituisce la parte più antica, presente già alla fine dell'Ottocento, e la più significativa dal punto di vista artistico; il secondo tratto, delimitante un ampio ballatoio, è un punto di sosta panoramico che permette di intravedere dall'alto alcune zone periferiche e rurali della città e di avere una visione globale della Villa.

Sono presenti, inoltre, due fontane, una più piccola posta ai piedi del ballatoio panoramico e una più grande inserita, da pochi anni, in corrispondenza dell'esedra delimitata dall'ultimo tratto di gradinata.

Il giardino si articola in una serie di scarpate, delimitate da un percorso a serpentina che si collega in più punti alla gradinata.
Una serie di aiuole regolari presenti lungo la gradinata, formano nell'insieme una fisionomia di tipo "giardino all'italiana".

Le aree verdi, con pendenza variabile, sono caratterizzate da specie arboree (aceri e ippocastani spesso disposti a filari e inoltre cedri); in corrispondenza della gradinata, sono presenti prevalentemente specie arbustive e erbacee e pochi esemplari di lecci e magnolie.

Nella parte bassa della Villa, lungo via Mazzini, sia a destra che a sinistra dell'ingresso inferiore, e in modo sparso nel resto del giardino sono presenti soprattutto conifere (cedri, cipressi). In più punti, in modo irregolare o secondo un precedente disegno di siepi attualmente in abbandono, si rinvengono piante arbustive (Iigustro, viburno, alloro, fusaria, lauroceraso).

Si segnala, infine, la presenza di piccoli esemplari sparsi di piante alimentari quali nocciolo, noce, fico, castagno, quasi certamente resti di vecchie coltivazioni.
Sono presenti esemplari arborei di discrete dimensioni (in particolare cedri).


Fonte: Potenza Guida Storico-artistica alla città e dintorni Carsia Edizioni