L'Enotria, la terra del vino
(dal greco oinos, vino), è quella parte della Basilicata che comprende
le aree interne delle valli dei fiumi Agri e Sinni, occupate da genti di stirpe
enotria a partire dal IX-VIII secolo a.C. La maggior parte delle
informazioni sugli Enotri proviene dallo scavo delle necropoli, caratterizzate
da sepolture a fossa con il defunto deposto in posizione supina, come
testimoniato dai rinvenimenti di Aliano, Chiaromonte e Guardia Perticara.
Complesse parures con ornamenti in ambra e in metalli anche preziosi,
appartenenti alle donne di rango elevato, testimoniano rapporti commerciali con
il Mediterraneo orientale e con le regioni del Mar Baltico. Nel corso del
VI secolo a.C. le relazioni con Greci ed Etruschi favoriscono un notevole
sviluppo culturale di questi territori e l'acquisizione di usanze straniere da
parte dell'elites locali, quali il banchetto funebre, l'adozione di armature di
tipo greco e di culti di origine ellenica. Ceramiche greche a figure nere e
a figure rosse, oltre a ceramiche enotrie dalla decorazione geometrica
particolarmente esuberante, caratterizzano i corredi funerari relativi a questa
fase storica.