Le aree interne montuose della
Basilicata settentrionale sono abitate da popolazioni affini a quelle apule, i
Peuketiantes, genti ricordate dallo storico Ecateo di Mileto, che seppelliscono
i defunti in posizione fetale. Al VI secolo a.C. si data uno dei ritrovamenti
più eccezionali qui esposti, avvenuto a Baragiano (Potenza): un nucleo
di sepolture riferite ai componenti del gruppo familiare che esercita il
controllo politico ed economico su tutta la comunità. Una di queste
tombe ha restituito parti di un'armatura greca, la bardatura da parata di due
cavalli e un servizio di vasi attici a figure nere, unico nel mondo indigeno
della Basilicata.
A Serra di Vaglio è stato rinvenuto l'abitato antico,
in posizione strategica su un'altura vicina a Potenza (oggi parco
archeologico). Nel IV secolo a.C., con l'arrivo dei Lucani, l'insediamento
viene difeso da una poderosa fortificazione, mentre nel III secolo a.C. viene
distrutto da un violento incendio. Le indagini condotte sul terrazzo di Braida
di Vaglio hanno portato alla luce ricchi corredi (fine VI-metà V secolo
a.C.), esposti nel Museo, che fanno pensare alla sepolture dei basileis (re)
Peuketiantes. Servizi di vasi in bronzo di produzione
greca ed etrusco-campana, unitamente allo strumentario da banchetto e a
ceramiche da mensa d'importazione greca, rimandano ai pasti comuni celebrati
tra membri della stessa élite alla maniera degli aristocratici greci.
Dalle tombe provengono anche armi da offesa e armature, oltre a pettorali e
maschere per i cavalli, tra i quali la maschera di cavallo(prometopidion) in
bronzo scelta come simbolo del Museo. I gioielli più preziosi di Vaglio
sono stati rinvenuti nella sepoltura di una bambina, quasi a compensarla di una
vita interrotta troppo precocemente.