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Martiros Saryan. Autunno
dorato. 1954 Olio su tela, 101x150 |
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Pyotr Konchalovsky
Lillà. 1951 Olio su tela, 79x95 |
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Nadezhda Udaltsova
Natura morta con nasturzi. 1956 Olio su tela, 60x80 |
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Jury Pimenov Natura morta
con cappello di paglia. 1936 Olio su tela, 91,5x70 |
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Alexandr Osmerkin Al
mercato di Zagorsk. Anni 1930 Olio su tela, 100x88 |
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Grigory Myasojedov Il
seminatore. 1888 Olio su tela, 82.5x58.5 |
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Nikolai Bogdanov-Belsky
Al lavoro. 1921 circa Olio su tela, 102.5x118 |
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Victor Zarubin Paesaggio
ucraino con chata. Inizio del XX secolo Olio su tela, 49,5x79,5 |
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Victor Vasnetsov Ritratto
della figlia dellartista. 1916 Olio su tela, 42,2x34,7 |
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Konstantin Vestchilov
Paesaggio con chiesa. 1903 Olio su tela, 70x130 |
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Nikolai Ulyanov Ritratto
di Konstantin Stanislavskij. 1938 Olio su cartone, 52x70 |
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Georgy Bobrovsky Ritratto
di Fyodor Shalapin. Studio. 1916 circa Olio su tela, 33x26 |
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Konstantin Korovin
Ritratto di Zinaida Mamontova. Anni 1890 Olio su tela, 98x53 |
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Dipinti dal Museo
Nazionale Lettone di Riga a cura di Laura Gavioli
Galleria Civica di
Palazzo Loffredo 27 ottobre 2007 16 marzo 2008
Ottanta capolavori totalmente inediti varcheranno i confini
della Lettonia per essere esposti in anteprima assoluta in Italia. Le opere, di
artisti russi di grande fama e talento quali Ilja Repin, Isaak Levitan, Boris
Kustodijev, Alexander Deineka, Maljavin e Kuzma Petrov-Vodkin, rappresentano
una significativa selezione dellarte pittorica dellest europeo del
periodo storico fra la seconda metà del 1800 fino al 1950
circa.
Siamo di fronte ad una vera e propria collezione segreta del
Museo Nazionale di Riga che andrà a comporre il percorso
dellimportante rassegna Verità e Bellezza. Realismo Russo dal
Museo Nazionale di Riga. Curata da Laura Gavioli, la mostra si presenta presso
la Galleria Civica di Palazzo Loffredo a Potenza dal 27 ottobre 2007 al 10
febbraio 2008.
Continua con questa prestigiosa mostra, dice il
Sindaco di Potenza, Vito Santarsiero, la proposta della città di Potenza
nel settore delle arti figurative. Verità e Bellezza
rappresenta per noi non solo una grande mostra che, come già le
precedenti, riporta a Potenza, nella splendida cornice di Palazzo Loffredo la
grande arte, ma anche loccasione per consolidare una offerta culturale di
altissimo profilo che pone il capoluogo lucano, per continuità e
qualità, come uno dei centri di riferimento nel settore dellarte.
Restiamo convinti del ruolo primario della cultura quale elemento centrale dei
processi di crescita e sviluppo di una comunità, come restiamo convinti
che gli elementi dellidentità di un territorio, della sua memoria
storica da portare a valore, vanno coniugati con gli elementi della
permeabilità, della capacità cioè di una comunità
di aprirsi e confrontarsi con lorizzonte affascinante e senza confini
della storia e della cultura dei popoli.
La rassegna comprende dipinti capaci di accompagnare il
visitatore dentro la componente più profonda della vita in Russia, con
paesaggi e scene di genere, con ritratti di grande forza e nature morte, ed
anche con quel richiamo all'intimismo da cogliere in taluni paesaggi notturni
permeati di citazioni di matrice poetica e letteraria. Quellintimismo
tipico delle frontiere sociali e territoriali della cultura dellest,
palpabile negli schemi pittorici di opere come La cucitrice, 1898, di Michail
Petrovic Klodt, o Dolore inconsolabile, 1883, di Ivan Kramskoj o nell'immagine
di quello straordinario Pittore di icone, 1906, di Klavdij Lebedev. Gli
elementi del primitivismo, del misticismo, l'amore per l'arte popolare che sono
stati indicati come fattori fondanti della ricerca di Chagall, di Kandinskij,
della Goncarova, sono persistenti e forti anche nelle opere di alcuni artisti
selezionati per questa esposizione, così come l'ideale classico,
rievocato nelle scene di interni o, nei ritratti oppure nel paesaggio.
Sono molti temi per varie e complesse situazioni che aprono una
coraggiosa e nuova riflessione sulla pittura russa e che oggi finalmente
sentiamo di poter compiere. Del resto, lanalisi oggettiva e senza
preconcetti è già cominciata da qualche tempo, ed il realismo
della pittura russa ottocentesca che aveva toccato molte sfumature delle sue
numerose declinazioni sociali, naturalistiche, visionarie, in questa mostra,
che concentra la parte più rilevante delle sue opere nei decenni
cruciali intorno al 1900, pone le basi per una riflessione ad occhi bene
aperti, seguendo parallelamente lo sviluppo degli avvenimenti storici che in
Russia hanno avuto spesso un peso schiacciante sulla creatività, peso
che non è riuscito sempre a fiaccare, ma anzi ha più spesso
rafforzato, la grande anima dei pittori, dei poeti e dei musicisti russi. Dalla
fine degli anni '80 del secolo appena concluso, in coincidenza con la caduta
del muro di Berlino e con l'inizio della circolazione delle persone e delle
opere d'arte dai musei russi verso l'Europa occidentale, gli Stati Uniti e il
Giappone, l'interesse più vivo dei critici e degli organizzatori delle
esposizioni era rivolto all'arte dell'avanguardia russa. Si apriva qualche
seria discussione quando, per un artista come Malevic, per esempio, oltre alle
opere del periodo suprematista, si dovesse considerare il suo tardivo ritorno
alla figura, per di più a quegli ideali classici nei quali egli si era
rifugiato dopo la fiammante stagione della sua straordinaria ricerca. Sembrava
allora molto riduttivo della grande personalità di questo artista far
circolare, nei musei occidentali, il ritorno all'ordine di un genio: i curatori
erano fortemente imbarazzati a mostrare aspetti considerati minori e decadenti
se valutati nell'ottica concettuale imperante in quegli anni. Ma, dobbiamo
chiederci oggi, se il ritorno di Malevic alle origini profondamente popolari e
primitive dell'espressione artistica russa, con gli studi dei contadini o
dell'ideale rinascimentale in alcuni ritratti degli anni Trenta, può
davvero rappresentare soltanto una forma di decadenza del suo pensiero dopo la
grande e insuperabile stagione dell'astrazione, o perfino una vera e propria
caduta nel baratro di una figurazione povera e inerme. La discussione di quegli
anni (Ottanta e Novanta del '900) tendeva ad alzare una cortina di fumo sul
prima e sul dopo dell'avanguardia e rappresentava un punto di vista parziale
della storia dell'arte russa, un'angolazione interessata a favorire una
fruizione che voleva scoprire solo quello che in Unione Sovietica era
considerato, come l'avanguardia, un episodio rivoluzionario. Ma si sa che la
rivoluzione dura solo un attimo, come hanno dovuto capire molto presto Vladimir
Majakovskij, Marina Cvetaeva, Boris Pasternak. Sul filo di questo ragionamento
i punti di vista devono essere aggiornati oggi che conosciamo i condizionamenti
e la repressione culturale cominciati nel momento stesso e all'interno del
grande cambiamento, già negli anni Venti e Trenta, fino a diventare
persecuzione, gulag, esilio forzato di scienziati, intellettuali, artisti e
poeti (non dobbiamo mai dimenticare il grande poeta, premio Nobel, Josip
Brodskij espulso dall'Unione Sovietica nel 1973 per parassitismo!).
Perchè oggi dovremmo rinunciare a considerare la pittura
russa nella sua interezza, comprendendo nella sua storia i passaggi epocali e
le fasi del suo sviluppo come una naturale conseguenza delle condizioni
storiche, politiche e sociali che l'hanno formata e caratterizzata? Situazioni
della storia del popolo russo le troviamo descritte nelle opere fondamentali
della sua letteratura, da Turgenev di Padri e figli (1862) al Dostoevkij di
Memorie della casa dei morti (1861) e le ritroviamo nella pittura al tempo di
Alessandro II (1855-1881), lo zar che tentò di porre fine all'abissale
differenza di classe tra l'aristocrazia e la servitù della gleba
emancipando gli schiavi con un decreto del 3 marzo 1861. Il tentativo di
colmare le condizioni di miseria ed arretratezza delle campagne con
l'industrializzazione forzata e l'urbanizzazione di immense aree dell'impero
favorirono la nascita di ideologie estreme come il populismo e il nichilismo.
In pittura nacquero i peredviniki (Membri della Società per le
Esposizioni Itineranti, chiamati anche Erranti o
Ambulanti). Il loro tentativo di portare l'arte al
popolo era condotto con una pittura che osservava la realtà
circostante, poi con una pittura a tesi dove si eseguivano dei brani narrativi
della vita del tempo condotti con estremo e meticoloso eccesso di particolari,
un realismo capace di rendere la scena estremamente comprensibile. Questa
tendenza, nel favorire l'emancipazione di larghi strati della società,
portò allo sviluppo di moralismi e ideologie e, sul piano della pittura,
oltre alla rappresentazione della natura, a vedere in essa forme di
interiorizzazione e di ricerca della spiritualità, capaci di suscitare
nuovi sentimenti, di ascoltare nuovi richiami. Come in occidente, verso la fine
dell'Ottocento e con il nuovo secolo, erano in atto nuove ricerche, come quelle
dei Preraffaelliti e dei Simbolisti, allo stesso modo esse interessarono anche
l'arte Russa, così come, al volgere del secolo precedente, il sentimento
religioso che aveva ispirato l'arte dei Nazareni aveva toccato con un sottile
misticismo la pittura di Michail Vasilievic Nesterov (1862-1942), artista che
recuperava i temi della vecchia Russia e li conciliava con la magia dei modi
introdotti da Puvis de Chavannes e dai simbolisti francesi.
Catalogo: Marsilio Editori
Ingresso: dal martedì alla domenica, ore
9.00/13.00 e 17.00/21.00 La mostra rimane aperta durante le
festività
Prezzo mostra: 3,00 intero; 1,50 ridotto
(studenti fino a 24 anni, adulti oltre i 60 anni); lingresso per i
portatori di handicap è gratuito e avviene da Largo Duomo.
Informazioni e prenotazione visite guidate Galleria
Civica Tel./Fax 0971/27185
Come arrivare
Per chi viaggia in auto Autostrada A3 Salerno-Reggio
Calabria, uscita Sicignano-Potenza Autostrada A16 Napoli-Bari, uscita
Candela e da qui superstrada Foggia-Potenza.
Per chi viaggia in treno Ferrovie dello Stato, linea
Roma-Potenza
Per ulteriori informazioni:
Ufficio Stampa
KU.RA, Rosi Fontana - Tel. 050/9711343 - Fax 050/ 9711317
E-mail:
info@rosifontana.it
Web: www.rosifontana.it
Loredana Costanza - Tel.0971/415087 Fax 0971/27076 E-mail:
ufficiostampa@comune.potenza.it
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