
Potenza divenne capitale della provincia
Nel decennio, le istituzioni e gli ordinamenti francesi
apportarono alla gerarchia amministrativa locale ed alla circoscrizione
territoriale tutti quei miglioramenti suggeriti dallo spirito dei tempi.
Con la legge 8 agosto 1806, il regno di Napoli fu diviso in tredici
province, - ad un di presso, gli antichi giustizierati di Federico Il, - in
distretti ed università. La Basilicata comprendeva i distretti di
Potenza, Matera e Lagonegro, - quello di Melfi fu creato più tardi, nel
181 l.
Potenza divenne capitale della Provincia, e vi fu trasferita la
Regia Udienza da Matera, dove s'era stabilita nel 1663, dopo lungo peregrinare
da Montepeloso a Tolve, a Lagonegro, a Potenza, a Vignola ed altri paesi. La
stessa legge del 1 806 statuiva: " In ogni provincia vi è un magistrato
incaricato dall' amministrazione civile e finanziera e dell'alta polizia, che
ha il nome d'Intendenza, ed un Consiglio Provinciale. In ogni distretto vi
è un SottoIntendente ed un Consiglio di distretto".
Nelle province di
Napoli, di Terra di Lavoro, di Basilicata, dei due Principati e delle due
Calabrie, - divenute tre, poi, nel 1816, -- i Consigli Provinciali erano
composti di venti membri; nelle altre di quindici.
La proposta dei soggetti
era un' attribuzione dei decurionati, la nomina era riservata al sovrano. La
rinnovazione si doveva fare, per una metà, ogni quattro anni. La prima
convocazione dei Consigli provinciali fu determinata pel 15 ottobre 1808,
autorizzandoli a deliberare, benchè i membri riuniti non fossero nel
numero prescritto. Venne nominato presidente del Consiglio di Basilicata il
Duca di Santa Candida, Malvinni Malvezzi. Erano consiglieri i signori: Diodato
Corbo (segretario), Filippo Abamonte, Rocco Gennaro Mattia, Salvatore
Colabella, Venanzio Rapolla, Vincenzo Ferretti, Raffaele Fortunato, Francesco
Paolo Lancieri e Nicola Addone, del distretto di Potenza; Girolamo dell' Aglio,
Giuseppe Firrao, Donato Padula, Gregorio Cantore, Gerardo Cecere e Giov.
Battista Marra, del distretto di Matera; Michele Giuseppe Parisi e Reffaele
Battiferano, del distretto di Lagonegro.
Nel maggio del 18I2, a Dresda,
Napoleone " l'uom fatale" che aveva chiamato in armi mezza Europa contro la
Russia, riceveva gli ossequi dei principi della confederazione renana, dell'
imperatore d'Austria e del re di Prussia; il tre dicembre pubblicava il famoso
bollettino vigesimonono, il quale riferiva ai popoli ansiosi, che l'Imperatore
stava bene, ma che il grande esercito era distrutto, e due giorni dopo, cedeva
il comando a Gioacchino Murat.
Il 12 agosto 1812, il Ministro dell' Interno
scriveva all'Intendente della provincia di Basilicata: "I progetti di decreti
per la nomina dei membri dei Consigli generali e distrettuali da me inviati al
Re, uniformemente alle vostre proposte, non potendo giungere a tempo per
l'epoca del I° e 10 settembre prossimo, giorni stabiliti per la riunione
dei Consigli medesimi, io ho impetrato da S. M. la Regina Reggente
l'autorizzazione a far esercitare provvisoriamente tutti gli individui, secondo
la proposta fatta al Re. lo dunque, nel rimettervi un estratto del decreto di
convocazione, v' incarico di mettere in attività alle epoche indicate il
sig. Marchese di Montescaglioso, presidente del Consiglio generale, il sig.
Giacinto Amati, presidente del Consiglio distrettuale di Potenza, il sig. Duca
Malvinni, pel distretto di Matera, il sig. Michele Giuseppe Parisi, pel
distretto di Lagonegro, il sig. Venanzio Rapolla, pel distretto di Melfi; e
tutti gli altri membri dei Consigli suddetti, secondo le vostre proposte".
Con decreti del 3-30 settembre, dal Real Bivacco di Gudzia, avanti Gltiatz,
Gioacchino Napoleone sanzionava le nomine dei Consiglieri temporaneamente in
carica, e, in luogo di Antonio Maria Gala, promosso a Consigliere d'Intendenza,
nominava Francesco Pomarici di Anzi.
Il congresso di Vienna, i maneggi di Talleyrand e
l'eroica temerità di Murat produssero ancora la vittoria del così
detto principio della legittimità, e, dopo la battaglia di Tolentino,
gli Austriaci entrarono a Napoli e restituirono il trono a Ferdinando IV, che
vi riportò la corruzione ed il marcio delle vecchie monarchie. Ma nella
legislazione rimanevano i fulgidi ritlessi del decennio, e, pel 10 ottobre
1815, i Consigli provinciali furono convocati.
Con decreto del 3°
agosto, furono nominati consiglieri di Basilicata: D. Giulio Corbo, D. Giuseppe
Viggiani, D. Alfonso Pugliese, D. Venanzio Rapolla, D. Francesco M. Arcieri, D.
Nicola De Rosa, D. Antonio Fortunato, D. Giuseppe Grandinetti, D. Diodato
Sponsa, D. Canio Cappetta, D. Francesco Paolo de Clementi, D. Carlo Salvia, D.
Giuseppe Falvella, D. Domenico Antonio Orlando, D. Mauro,De Martinis, D. Nicola
Firrao, D. Giuseppe Domenico Cestoni, D. Nicola Fagella, D. Girolamo dell' Agli
e D. Ottaviano Rasole.
Presidente: il duca di Salandra.
La legge sull' Amministrazione civile del 12 Dicembre 1816 non modificò che lievemente l'ordinamento francese. Nel 1818, la provincia di Basilicata ottenne il per messo di vendere le masserie armentizie dei luoghi pii laicali, per dare maggior impulso alla costruzione di strade: d'allora in avanti le somme stanziate per le opere pubbliche si sono progressivamente aumentate in ogni anno.
"Il Lucano" 10 giugno 1906. N. 474
Tratto da:
ANTONIO TRIPEPI, Curiosità storiche di Basilicata, Arnaldo forni
Editore, Potenza 1982.