“Il Lucano”
Giornale Politico Amministrativo
"Centenario del capoluogo", Potenza 1907
MDCCCVII: MCMVII

La versione integrale del numero speciale è consultabile presso l'Archivio Storico Comunale



Potenza dopo un Secolo

Il pensiero del Colletta, che il genio riformatore del secolo XVIII aveva portato nei ministri e nei sapienti soltanto civiltà di dottrina, che non giunse alla coscienza dei popoli, è forse di verità incontrastabile quando si riflettano i casi della Basilicata nel 1799. Mario Pagano, Cristofaro Grossi, Felice Mastrangelo, Nicola Palomba e gli altri martiri lucani, sacrati alla morte sul patibolo per intense virtù e per altissimo culto d'ideali, certo non videro nella loro terra molti che fossero degni dell' eroismo imperituro di tanti generosi; se le bande sanfediste trovarono a Picerno fortissima resistenza, il cardinale Fabrizio Ruffo ebbe facilmente proseliti dove i germi della libertà potevano opporsi ai conati della tirannide.
Ma la reazione vandalica, bieca, crudele, di alcuni tristi, non tolse a Potenza una delle più belle pagine della sua storia, non potè menomare il merito delle manifestazioni liberali in quei giorni, all'ombra dell'albero repubblicano, coi simboli del berretto frigio e della luccicante scure, in omaggio ai grandi principii di libertà e d'eguaglianza civile.
Per la legge 8 agosto 1806, Potenza divenne capitale della Provincia e vi fu trasferita la Regia Udienza da Matera, dove s'era stabilita nel 1663, dopo lungo peregrinare da Montepeloso a Tolve, a Lagonegro, a Potenza stessa, a Pignola, ad altri paesi.
Molti vollero vedere in ciò un castigo a Matera ed un premio del governo napoleonico alla nostra città, che nel '99 aveva accolto con entusiasmo le idee e gli ordinamenti politici francesi. Forse tutto questo è una leggenda.
Se si consideri che la vita delle università si svolgeva ancora nei secoli XVII e XVIII accanto al castello feudale, che le giurisdizioni e le circoscrizioni, mantenute formalmente nelle diocesi, scindevansi materialmente secondo le singole autonomie ed i privilegi municipali, e che i Presidi, gli Uditori, i Baglivi, i Governatori locali avevano funzioni giudiziarie e militari, mentre quasi nulle erano le loro attribuzioni nell' amministrazione civile; si può affermare che Matera fu sede della Regia Udienza Provinciale, ma solo di nome fu il capoluogo di Basilicata.
Le istituzioni e le leggi del decennio furono quelle che nelle nostre province apportarono alla gerarchia amministrativa locale ed alla circoscrizione territoriale tutti quei miglioramenti suggeriti dallo spirito dei tempi, dopo il crollo della feudalità e l'abolizione dei privilegi.
Potenza divenuta capitale della Provincia, il 1° Marzo 1807 ebbe effettivamente la sede dell' Intendente.
L'anno 1907 segna dunque una data memorabile e cento anni di vita cittadina, di progresso lentissimo, ma sicuro, non si cancelleranno.

A. Tripepi


Pubblichiamo ora qualche curiosità storica raccolta nelle diverse pubblicazioni dell'epoca e nel nostro archivio Provinciale di stato:

Potenza Capoluogo della Basilicata

Con decreto dell'Imperatore Napoleone il grande del 30 marzo 1806, Giuseppe Napoleone Bonaparte, suo fratello, fu nominato re dei reami di Napoli e di Sicilia. L'invasione dei francesi non diede né libertà, né indipendenza, ma apportò il nuovo sistema di pubblica amministrazione che segnò il principio della moderna civiltà.
Per tale ordinamento Potenza acquistò il posto di Città, capitale della provincia.
Con la legge organica della nuova circoscrizione la provincia fu divisa nei quattro Distretti, di Potenza, Melfi, Matera e Lagonegro; i Distretti in Circondari, e questi in Comuni.
Prima del 1663 Ia Città di Potenza era stata per breve tempo già sède del Preside o della Regia Udienza di Basilicata, sotto il Vicerè Duca di Mledina, il quale istituì la Regia Udienza di Basilicata e vi nominò a Preside D. Carlo Sanseverino Conte di Chiaromonte.
Fu fatta come residenza prima Stigliano, e poi Tursi, Tolve, Vignola, Potenza, .l\lontepeloso, in ciascuna delle quali Città o terre il Preside dimorò ben poco, fino a che nel 1663 non fu stabilita la Regia. Udienza a Matera sotto il Vicerè Gaspare Bragamonte y Gusman (Giannone Lib. XXXVI, cap. VI; festa, Storia di Matera - pag.65; Panirossi La Basilicata, Lib. l).
Allora la Regia Udienza si componeva del Preside Militare, del Capo Ruota, di due uditori, del fiscale, dell'Avvocato dei poveri del Segretario, del Maestro di Camera, del Mastro d'Atti - Vi era una squadra di militi a cavallo e di fanteria. per eseguire gli ordini delle predette autorità.
Allorchè sotto il Re Giuseppe Bonaparte si riformò l'ordinamento amministrativo o giudiziario del Reame, Potenza, invece di Matera, fu prescelta a Capitale di Basilicata, perché meglio si prestava per la sua situazione al bisogno di tale riforma, essendo le Città quasi nel centro della Provincia, come questa è centro delle sei Province che le stanno d'intorno, e circa ad eguale distanza dai mari Ionio, Adriatico e Tirreno.
Da un verbale dell' Archivio Municipale si rileva che eziando Re Ferdinando IV, al tempo del Tanucci, aveva destinato Potenza a Capitale della Provincia; ma per riguardo al feudaatario, il Conte D. Carlo Loffredo, non pose in atto la proposta - (Dec. 20 luglio 1827 Discorso del Sindaco).

Una seduta in piazza Sedile

Oggi che sono li sedici del mese di giugno 1805. In questa città di Potenza nella pubblica piazza del Sedile. Luogo solito a convocarsi i Parlanenti, procedente emanazione di banni, coll'intervento degli attuali Regimontarj di questa Università, ed assistenza del Signor Governatore Locale, a' Cittadini congregati dal Mastro Giurato Signor D. Nicola Branca è stato proposto di doversi in seguito di provisioni del Supremo Tribunale della Regia Camera di venire alla nomina, o sia terna da rimettersi in detto Supremo Tribunale, per la elezione del nuovo Cassiere di questa suddetta Università. Ciò fatto ha egli nominato le persone del Dottor don Ferdinando Siano, D. Domenico N.r Viggiano e D. Giacinto Amato a poter esercitare l'impiego di Cassiere, qualora venga uno di essi prescelto ed approvato da detta Regia Camera e da' Cittadini presenti, nomine discrepante, approvata la nomina suddetta delle persone designate. E così si è conchiuso e determinato.
Nomina dei Cittadini: - D.r Domenico Antonio Marone, D. Matteo Iorio, D. Giuseppe Corrado, D. Vincenzo Borsa, D. Giuseppe Iosa, D. Berardino Assise, D. Rocco Pietragalla, D. Saverio Vaglio, D. Gaetano Savoia, D. Gerado Barbella, D. Gaetano Riviello, D. Giov. Battista Marino, E. Giov. Grana, D. Vincenzo Cipriani, D. Gerardo Atella, D. Gerardo Catalano, D. Andrea Giambrocono, D. Domenico Biscotti, magnifico Giuseppe Crispo, D. Giov. Battista Possidente, Antonio La Rocca, mastro Antonio Chiolla, magnifico Felice Ricciuto, mastro Saverio Aquino, D. Vincenzo Manta, Francesco Brancati, Nicolangelo Di Lorenzo, mastro Vincenzo Marchesiello, Felice Cappiello, Canio Felice Giorgio, Pasquale Abruzzese, mastro Gerardo Pica, Filippo Cavallo, Rocco Vinciguerra, D. Gerardo Galluccio, Oronzo Acierno, magnifico Gaetano Scoletta, Nicola Martorano, Canio Mancinelli, mastro Paolo Petrone, mastro Gennaro lo Rosito, D. Gaetano Scaleja, D. Gennaro laurito Iusillo, Rocco Pietrafesa, mastro Nicola Felice Padula, Rocco Pontolillo, Michelangelo la Penna, mastro Pietro La Sala, magnifico Salvadore Ricotta, magnifico Agostino Scavone, D. Gaetano Scavone, D. Gaetano la Rocca, magnifico Raffaele Decaniis, D. Gaetano Grippo, D. Vincenzo Giuliani, D. Gerardo Castelluccio, D. Nicola Branca mastro giurato, D. Michelangelo Stabile capo eletto, Bonaventura Giacomino Sindico, D. Donato Solimene Governatore e Giudice, D. r Fisico Gerardo Cipriani Cancelliere. Per dare esecuzione a queste proposte, la Regia Camera della Sommaria ordinava indagini ed informazioni oxo officio et quam citius; il Caporuota della R. Udienza, Profiscale Economico, D. Andrea Biondi, da Matera scriveva in Potenza a D. Francesco luperto, Miles Dottore d'ambo le leggi, Uditore della Regia Provinciale Udienza e Suddelegato.
Questi domandava ai reggimentali dell'Università, con giuramento e sotto pena di falso, per quanto avevano cara la grazia Regia e sotto pena di venticinque once d'oro i nomi di dodici individui, cioè quattro sacerdoti secolari, quattro galantuomini benestanti, e quattro massari di campo dei più probi, onesti e timorati di Dio, - i quali dovevano riferire sulla idoneità e sulla onorabilità dei loro concittadini che componevano la terna.

Il 7 settembre 1805, gli amministratori di Potenza, - D. Domenico Antonio Marone Mastrogiurato, Gennaro Laurito Capoeletto Giovanni Vendegna, Sindaco, proponevano i notabili seguenti: Canonico, D. Giuseppe Raimondi, D. Rocco Paciello, Arciprete di S. Michele, Sac. Antonio de Caniis, - D. Berardino Assisisi, D. Gerardo Biscotti, D. Saverio Vaglio, D. Giacinto Giuliani, tutti e quattro dottori in ambo le leggi; - i massari di campo Giuseppe Vescella. Francesco Brancati, Pasquale abruzzese e Nicolangelo di Lorenzo.

Nei pubblici parlamenti riuniti il 4 maggio 1806 fu nominato Sindaco Mastro Gaetano Carabetta, e per eletti Giovanni Michele Cilenti e Vincenzo Cantore.

Nella riunione del 26 novembre 1806 riuniti gli amministratori, in esecuzione del real Dispaccio del 21 ottobre 1806, si costituisce il primo Decurionato, estraendo a sorte 25 nomi fra i proprietari che avevano la rendita prescritta dalle leggi allora vigenti.

Il Decurionato nella riunione tenuta il 28 Novembre 1806, nominò Consiglieri Provinciali i Signori D. Nicola Addone, D. Michelangelo Cortese e D. Giacinto Giuliani; e nella riunione del 19 dicembre 1806 nominò Consiglieri Distrettuali D. Gerardo Biscotti, D. Domenico Cortese e D. Gerardo Catalano.

Il 3 maggio 1807 il Decurionato nominò il primo Sindaco in persona di D. Gerardo Oatalano, per primo eletto D. Gerardo Castellucci e per secondo eletto il Sig. Francesco Maffei. Essi furono immessi in possesso il 10 Maggio 1807, mercè consegna fatta al Sindaco del suggello Comunale e della bandiera.

Nell'agosto del 1807 si nominò il primo maestro elementare per i fanciulli con 70 ducati all' anno, ed una maestra per le fanciulle con ducati 30.

Si ebbe anche cura della salute pubblica e nel dicembre del 1809 pel' la legge del 16 ottobre dello stesso anno si nominarono due medici con 120 ducati l'uno, e due chirurghi con lo stipendio di ducati 100, perchè Potenza per le leggi organiche del Regno era noverata fra le città di prima classe - (16 agosto 1807 - 17 dicembre 1809).

Nel settembre 1807, sotto il regno di Giuseppe Napoleone, si tirò in Potenza il bussolo " dei soldati a norma del Real Decreto del 29 marzo 1807, di uno a migliaio, sui nati dai 16 ai 25 anni compiti, e Potenza in base della sua popolazione diede nove soldati.

Il primo intendente, oggi Prefetto fu il Cavalier Susanna verso l'ottobre del 1806. Nel primo Novembre 1808 cominciarono a funzionare i Tribunali, giusta la legge organica del 20 maggio stesso anno.

Con Decreto 13 agosto 1806 il signor Giacomo Rossi, promosso intendente di Calabria Citeriore, (prozio dell'Avv. Cav. Alfredo Rossi) fu nominato Segretario Generale d'Intendenza di Basilicata e Intendente (prefetto) il sig. Tommaso Susanna. Con Decreto del 22 agosto 1806 furono nominati sottintendenti del distretto di Matera Domenico Vanni; del Distretto di Lagonegro il signor Laboulinerie.

Gli intendenti delle province erano incaricati dell'Amministrazione civile e finanziera e dell'alta polizia nelle loro province.

Gl'intendenti percepivano 1.800 ducati all'anno; i segretari generali e i sotto intendenti 600 ducati; i consiglieri di intendenza 180 ducati.

Agli intendenti per impiegati subalterni, inservienti e spese di segreteria era data un'indennità annua di ducati 1.500; ai sotto intendenti quella di ducati 360.

Con la legge 8 agosto 1806 furono abolite tutte le contribuzioni dirette; sostituite dall'imposta fondiaria dal 1° gennaio 1807.
Nel 1807 fu soppresso il ricco monastero dei padri conventuali di San Francesco, e quello della Grancia di San Lorenzo. Un decreto reale del luglio 1808 destinò il locale di San Francesco a sede del Tribunale ordinario Civile e Criminale, le cui spese di riduzioni dovevano farsi dal Comune; ed ordinò che i Monaci Conventuali fossero passati nel locale di San Lorenzo, che poi fu adibito a Caserma di gendarmeria. Per gli uffici dell'Intendenza e per sede del Capo della Provincia, mancando un locale adatto, in virtù di un reale dispaccio del M. dell'Interno, portante la firma di un certo signor Miotti, prima si pensò di acquistare il palazzo di D. Gaetano Morena, ove oggi è posta la R. Scuola Normale Femminile in sostituzione dello stabilimento delle Gerolimine; ma poi si prescelse temporaneamente il Palazzo del Conte, fino a che non si fosse restaurata una metà del Monastero di San Francesco, che è l'attuale Palazzo della Regia Prefettura.

Con il concordato del 16 febbraio 1818 furono riunite le due diocesi di Potenza e di Marsico, il che indirettamente risultò a maggior lustro ed importanza di Potenza.