Palazzo Marsico

Edificato verso il 1850 su progetto dell’architetto d’Errico, si affaccia nel piccolo largo presentandosi con un piano seminterrato ed un piano rialzato in conci di pietra con sei paraste in mattoni che lo dividono in cinque comparti; in quello centrale è incluso un portale in pietra chiara con lesene su un alto basamento con arco a tutto sesto. Le paraste si concludono con capitelli in mattoni sotto un cornicione a semplice sagoma e gattoni che corona il prospetto. Le finestre hanno soglia in pietra, sostenute da due mensole a volute ed hanno un timpano sostenuto da altre due...

Palazzo del Governo e Villa del Prefetto

In origine lo stabile costituiva l’ala occidentale del monastero dei padri conventuali di San Francesco. Con la soppressione dell’ordine monastico e il trasferimento al demanio dello Stato delle proprietà del monastero, il palazzo fu adibito nel 1810 a tribunale, e dopo il 1860, ospitò il primo Prefetto della Provincia. Lo stabile ha subito interventi di ristrutturazione ed ampliamento fino al 1908 assumendo l’aspetto attuale. Alle spalle del palazzo è possibile ammirare i giardini della villa del Prefetto, realizzati nel 1800 su terrazze collegate da camminamenti e scalinate balaustrate con fitta e rigogliosa...

Chiesa della Santissima Trinità

In seguito ai recenti lavori effettuati nella chiesa della SS. Trinità, sono state portate alla luce alcune epigrafi ed un affresco raffigurante una Maestà in trono databile al XIV secolo. La struttura originaria aveva, probabilmente, una planimetria diversa dall’attuale ottocentesca, ricostruita dopo il 1872 a seguito del disastroso terremoto del 1857: dalle testimonianze del Viggiano e del Riviello, che videro l’edificio medievale, è ipotizzabile che il tempio avesse un impianto romanico a tre navate, simile a quello della chiesa di S. Michele, ma con copertura a capriate al centro e a crociere nelle navate laterali. I lavori riprenderanno nuovamente solo nel 1872. L’edificio mostra un impianto a navata unica con cappelle, un soffitto cassettonato, un breve transetto ed un abside semicircolare. Le forme attuali dell’abside sono il risultato di interventi condotti in epoca fascista e nel secondo dopoguerra. L’unica parte superstite dell’originale complesso è oggi riconoscibile nei due registri residui del campanile. La sola documentazione pervenuta, relativa a questa chiesa, è quella conservata nell’Archivio di Stato di Potenza. Il documento più antico del suo archivio risale al 1274; si tratta di una chartula venditionis. La prima menzione della chiesa è in un documento del 1178; l’atto cita le chiese di San Michele e della SS. Trinità, ed attesta la loro posizione nel Castrum Veteris, la zona più antica della città, separato dall’area di S. Gerardo da una piazza pubblica. Dall’atto si deduce l’elevato costo dell’abitazione in questa zona e il tipo di ceto sociale che l’abitava. Secondo Antonella Pellettieri è proprio dal castrum veteris che dagli inizi dell’XI secolo dovette avviarsi un lento processo di urbanizzazione, che portò all’espansione sempre...

Chiesa Santa Lucia

Non ci sono pervenute fonti relative alla fondazione della chiesa che, molto probabilmente, doveva essere collegata direttamente alla chiesa di San Giacomo Apostolo, fuori le mura di Portasalza. La chiesa, costruita verosimilmente prima del 1200, conserva al suo interno opere d’arte della fine del XVI secolo e inizi del XVII, anni in cui cominciò a costituirsi il borgo di Portasalza. Si presenta ad un’unica navata con un cassettonato ligneo policromo della prima metà dell’800 con elementi ottagonali e, al centro, motivi floreali. In un’edicola dietro l’altare maggiore, è possibile ammirare una statua lignea, secentesca, di Santa Lucia, opera sopraffine di un ignoto artista meridionale. Proveniente dalla chiesa di Santa Maria del Sepolcro è la pregevole acquasantiera quattrocentesca. Orario di apertura 09.00/13.00 –  17.00/20.00 Orari messe: Giorni feriali 18.30 Giorni festivi 09.00 Interno...

Cattedrale San Gerardo

L’edificio, eretto sul crinale della collina a ridosso della via pubblica medievale e dedicato da tempi immemorabili alla Beata Vergine Assunta, presenta esteriori fattezze settecentesche dovute all’architetto Magri, allievo di Vanvitelli, su commissione del vescovo Giovanni Andrea Serrao (1783-1799). La sua antica e veneranda storia, fra terremoti come quello del novembre 1980 e tenaci riedificazioni, è testimoniata dal rinvenimento, in occasione di interventi di consolidamento e restauro realizzati sul finire degli anni Settanta del Novecento, al di sotto del piano di calpestio in corrispondenza dell’area presbiteriale, di brani di un pavimento musivo e di alcune strutture murarie, tra cui una a forma di esedra. Databili tra V-VI sec., esse sono riconducibili al sacello di sant’Oronzo, martire africano primo patrono della città. La seconda fase costruttiva, in collegamento con il cambio di dedicazione a Gerardo della Porta (1111-1119) canonizzato a viva voce da papa Callisto III, risale tra il XII e il XIII sec. e si deve al vescovo Bartolomeo (1197-1206): di essa resta il magnifico campanile in pietra probabilmente opera di Sàrolo di Muro Lucano. Il potentino Oberto, vescovo della città nel 1250, eresse una cappella a S. Gerardo ponendovi una statua del patrono in legno dorato. Dai documenti delle Sacre Visite del 1566 e del 1571 effettuate dal vescovo Tiberio Carrafa, la cattedrale risulta decorata da numerosi affreschi sulle pareti e nelle cappelle, e corredata da un braccio argenteo reliquiario di S. Gerardo. La volta è attualmente ricoperta dagli affreschi commissionati nel 1933’34 dal vescovo Augusto Bertazzoni al pittore Mario Prayer che intervenne in cattedrale anche dopo i bombardamenti aerei del settembre 1943. Dall’estate del 1968 la Cattedrale...

Banca d’Italia

Edificato nel 1935 al posto del Palazzo Navarra, già palazzo Viggiani, progettato dall’ingegnere Solimena e dall’architetto Murari, si sviluppa su pianta rettangolare intorno ad un atrio centrale coperto da lucernaio. Edificio di gusto neo-rinascimentale, presenta una facciata a bugne nel primo livello, mentre ai livelli superiori presenta loggiati di ispirazione cinquecentesca. Testo a cura di Annamaria Scalise Presidente Società Italiana per la Protezione dei Beni Culturali – Sezione Regionale...

Palazzo Vescovile

A sinistra della Cattedrale di San Gerardo vi è il palazzo episcopale. Imponente edificio che si sviluppa su pianta rettangolare, lungo la strada extramurale assumendo anche la funzione di cinta muraria. E’ stato oggetto di rifacimenti recenti, ma il suo aspetto architettonico originario è rimasto invariato. Il prospetto frontale si presenta in pietra a faccia vista; una coppia di lesene, sovrapposta al portale, sorregge un cornicione con al centro lo stemma episcopale. Sul cornicione poggia un’ampia finestra-balcone con architrave in pietra sagomata. In questo palazzo avvenne l’assassinio del vescovo A. Serrao nel 1799. Un monumento decontestualizzato, utilizzato in passato come sacello per le spoglie del vescovo San Gerardo, è il sarcofago marmoreo strigiliato, databile tra la fine del II ed il III secolo, che non dovette essere trovato molto distante dal Palazzo Vescovile, dove attualmente è custodito. Agli angoli del monumento vi sono due eroti che, in segno di lutto, tengono due fiaccole rivolte verso il basso, mentre nel riquadro centrale, sebbene molto lacunoso, sono scolpite a rilievo tre immagini femminili non prive di evocazioni filosofiche: le tre Grazie. La rappresentazione risponde alla iconografia tradizionale, secondo cui le due laterali sono ritratte frontalmente, invece quella centrale di...

Chiesa San Michele

La fondazione della Chiesa dovrebbe risalire a molto tempo prima del 1178 (anno della prima attestazione pervenutaci), poichè la dedicazione a San Michele denuncia origini longobarde. Già dal V secolo molto probabilmente esisteva a Potenza una Chiesa dedicata al santo; un mosaico, infatti, del V secolo rinvenuto sotto il pavimento dell’attuale chiesa di San Michele Arcangelo, rivela la sua appartenenza ad una struttura tardoromana riutilizzata in occasione della fondazione della prima basilica. Il portale principale presenta un doppio stipite con doppio arco a tutto sesto. Un elemento orizzontale tra le lesene centrali sottolinea l’arretramento di muratura della navata centrale. Gli spioventi delle navate minori ed i lati maggiori della navata centrale e di quella laterale destra sono alleggeriti da un filare di archetti pensili. L’ingresso laterale alla chiesa si apre al centro della parete destra, innestato su un elemento di ringrosso della muratura. Il portale è in pietra con conci lavorati faccia a vista ed ha, sopra alla piattabanda, nella lunetta, un bassorilievo di “Madonna con Bambino” che presenta, a sinistra, il simbolo francescano, ed a destra, un elemento decorativo con motivi floreali. L’interno della chiesa è di tipo basilicale, a tre navate con tre absidi, la navata centrale è più alta delle laterali. Comune di Potenza Ufficio Turismo – Centro Elaborazione Dati Esterno –...

Chiesa San Francesco

Tipica chiesa francescana, richiama nel suo stile la semplicità di un impianto ad un’unica navata, caratterizzata da un tetto spiovente in pietra a faccia vista ed un rosone centrale con vetrata.Fondata nel 1274, la chiesa di San Francesco d’Assisi si presenta all’esterno con un bellissimo portale del XVI secolo composto da otto serie di formelle rappresentanti il monogramma cristologico di San Bernardino da Siena. Sulla parete sinistra si aprono tre finestre monofore ogivali a doppia strombatura risalenti al XIII sec. Sempre sul lato sinistro, in una nicchia, è raffigurato il martirio di san Sebastiano di G. Todisco da Abriola (1545-1566). Sulla parete destra è possibile ammirare il sepolcro in pietra calcarea del potentino De Grassis datato 1534. Di pregevole fattura sono anche il crocifisso ligneo policromo dell’abside (XVII secolo) e i dipinti murali di Santa Chiara e San Francesco, nelle due nicchie lungo la parete destra della chiesa, affreschi della prima metà del XIV sec.   Esterno – Interno...

Chiesa S.S. Annunziata di Loreto

Un documento pergamenaceo attesta la sua esistenza già nel 1310. Di struttura ridotta, conserva ancora le antiche caratteristiche, anche se nel corso degli anni ha subito continue ristrutturazioni. Questa chiesetta in gergo dialettale è detta della “Madonna D’Lurita”, cioè Madonna di Loreto, a cui era dedicata la prima festa campestre dell’anno e ricorreva il 25 marzo. Situata in un punto di passaggio per i contadini che da Potenza, attraverso la porta di San Giovanni, andavano a lavorare le campagne a nord della città. All’interno si può ammirare un dipinto dell’Annunciazione datato 1824 eseguito dal pittore potentino Buonadonna. Comune di Potenza Ufficio Turismo – Centro Elaborazione...

Chiesa S. Antonio La Macchia

Edificata nel 1530 è un romito cenobio dei Cappuccini tra verdi sentieri alberati. La chiesa è stata interamente ricostruita nella seconda metà del XX secolo, ed è ancora oggi affidata ai Cappuccini.L’edificio presenta una facciata a blocchi di pietra squadrata ed un piccolo portico antistante l’ingresso a cui si affianca un basso campanile; la Chiesa, a navata unica, è caratterizzata da un arredo semplice ed è intitolata a Sant’Antonio. Comune di Potenza Ufficio Turismo – Centro Elaborazione...

Chiesa Santa Maria del Sepolcro

Intorno all’origine della chiesa del Santo Sepolcro sorta nel casale potentino posto all’incrocio tra le antiche vie romane Appia nuova ed Erculea, laddove secondo l’agiografia il santo vescovo Gerardo compì il miracolo della trasmutazione dell’acqua in vino ovvero lo fece scaturire da una roccia, si intrecciano molteplici congetture. Oggi gli studiosi convergono nell’individuarne la natura di insediamento dell’Ordine dei Templari costruito agli inizi del XII sec., forse su iniziativa del conte di Santasofia, signore della contrada di Rivisco, e passato intorno al 1314 sotto la giurisdizione del vescovo Guglielmo che vi aggiunse il titolo di Santa Maria. Ricostruito nel 1488, come attesta un’epigrafe murata nel nartece risalente a un restauro avvenuto nel 1652, per iniziativa del conte di Potenza Antonio de Guevara e affidato ai frati francescani Osservanti, il pregevole edificio presenta i tratti caratteristici dello stile gotico catalano nella facciata e nell’abside a costoloni rampanti. All’interno si ammira un monumentale altare barocco con sfarzose decorazioni di stucchi nel quale è custodita un’urna contenente la reliquia del Sangue di Cristo ivi riposta nel giugno 1656 da monsignor Bonaventura Claverio che arricchì inoltre la navata centrale di un soffitto a cassettoni ottagonali in legno intagliato e dorato. La chiesa custodisce pregevoli tele tra cui una Immacolata con San Francesco e San Rocco (seconda metà XVI sec.), la Madonna delle Grazie con San Francesco e San Patrizio vescovo (1582) e un’Adorazione dei Pastori di Giovanni Ricca (XVII sec.).Comune di Potenza Ufficio Turismo – Centro Elaborazione...

Piazza Mario Pagano

La piazza fu progettata dall’Intendente Iurlo nel 1838 e realizzata sotto la direzione dell’architetto G. D’Errico solo nel 1844. La piazza, denominata inizialmente del Mercato (vi si svolgeva il mercato della domenica), divenne successivamente dell’Intendente (poiché vi si affacciava il Palazzo del Governo, sede dell’Intendente) e definita in seguito, dopo l’insurrezione del 18 agosto 1860 e la sostituzione dell’Intendente con il Prefetto, piazza Prefettura. Intorno al 1870 fu dedicata a Mario Pagano giurista nato a Brienza nel 1778 e giustiziato nel 1799 per la sua attiva partecipazione alla costituzione della Repubblica...

Le Due Torri

Potenza fu probabilmente fortificata nell’XI secolo durante il dominio longobardo. La cinta muraria in gran parte non è più visibile, ma le abitazioni, costruite successivamente a ridosso delle mura, percorrono e circondano il centro storico della città. Nel 1268 Potenza fu rasa al suolo da Carlo d’Angiò e le mura furono abbattute. Dopo il terremoto del 1273, che portò nuovamente distruzione e morte, Potenza venne nuovamente riedificata sulle sue stesse rovine. Dovrebbe risalire a questi anni, dunque, la ricostruzione delle mura, delle porte di accesso e lo sviluppo nel loro perimetro dell’abitato medievale; la città assunse così una disposizione urbanistica caratterizzata da vicoli chiusi e senza sbocco verso l’esterno- le Quintane – che avrebbero fatto guadagnare a Potenza il nome di “città murata”. Sappiamo che nel XV secolo il conte de Guevara elargì ingenti somme di denaro per la ricostruzione delle mura, nonostante la città fosse tutta fortificata. Non è da escludere che il conte volesse adeguare la difesa della città alle nuove tecniche militari delle armi da fuoco. Nel XVI secolo a ridosso della cinta muraria vi era una miriade di fazzoletti di terra, vigne e, in misura minore, orti: “fuori Santa Lucia, a lo Mancoso, a l’Ancilla Vecchia, a San Rocco, al Francioso, al Cocuzzo e a Verderuolo”. Ma le guerre, e soprattutto i terremoti che si sono susseguiti fanno si che le due torri difensive ancora oggi visibili, che si innalzano nelle mura, siano tra i pochi resti, della cinta muraria,...

Palazzo Scafarelli

Palazzo del XVIII sec. appartenente ad una delle famiglie più facoltose di Potenza. L’edificio ha conservato lo stile originario di abitazione borghese, contribuisce ad incorniciare decorosamente la piazza e appartiene ancora oggi agli eredi Scafarelli. Si accede attraverso un portale a doppio arco a tutto sesto su cui è visibile lo stemma gentilizio marmoreo della famiglia. Di particolare interesse sono i mascheroni con anelli posti sulla facciata esterna per legare le...

Palazzo Bonifacio

Nei secoli scorsi apparteneva alle antiche famiglie potentine Amati, Iorio e Cantorio, verso la fine del 1800 fu acquistato dai Bonifacio. L’edificio si affaccia sulla via Pretoria e conserva a tutt’oggi la tipologia del palazzo seicentesco, contraddistinto dalla mole imponente e severa, con le pareti segnate da poche aperture per cui il palazzo sembra chiuso intorno al piccolo cortile come un fortino. Il palazzo è percorso da un imponente cornicione su mensole in pietra, terminato da un frontone in pietra e mattoni, e da un notevole portale sempre in pietra formato da grossi conci alternati da uno a bugna liscia ed uno a due bugne. Le rimanenti aperture sono piccoli ovali o semplici finestre con mostre in pietra. Al pianterreno due portali minori con archivolto e mascherone in chiave, consentivano l’accesso ai locali di servizio del palazzo. Il cortile è lastricato e reca ancora parte dell’ arredo originale: tre anelli infissi nella parete che venivano utilizzati per fermare gli animali, di cui uno infisso in un notevole mascherone in pietra. Si notano ancora, sotto l’intonaco delle pareti opposte all’ingresso, lateralmente alle finestre, quattro feritoie archibugiere di circa 30 cm., testimonianze storiche dell’uso del palazzo-fortino. Il palazzo è struttura sottoposta a vincolo...

Piazza Matteotti

Piazza esistente già nel medioevo. I primi interventi significativi sull’assetto urbano si ebbero nei primi anni dell’800; nel 1809, infatti, viene approvato un piano regolatore che inaugura la nuova politica circa le trasformazioni “spaziali” all’interno dell’abitato, con lo svuotamento di alcune aree e la creazione di una piazza e di edifici per gli uffici provinciali. Annalisa Sannino evidenzia una Delibera del Decurionato del 1814 in cui si prevede la realizzazione della prima strada che, al di fuori della cinta muraria, colleghi la piazza del Sedile con il vecchio borgo di Portasalza, passando per la parte meridionale della collina. Da Porta Salza sino alla piazza del Sedile seguiva, quindi, la dorsale piana della collina con una scacchiera regolare di edifici. L’antica denominazione di piazza del Sedile, deve le sue origini storiche nel fatto che lì sorgeva l‘università dove si riuniva l’aristocrazia locale per eleggere i propri rappresentanti e prendere le decisioni per l’indirizzo politico della comunità. La piazza, nonostante le numerose modifiche nel corso degli anni, conserva una struttura armonica, dove i palazzi ottocenteschi o più recenti hanno misure proporzionate con le altre strutture presenti nella piazza. Numerosi interenti urbanistici, in seguito ai diversi terremoti, ne hanno mutato...

Palazzo del Fascio

In origine vi era la cappella di san Nicola (XV sec.), poi sconsacrata per diventare teatro dalla denominazione omonima (XVIII sec.). Successivamente la struttura fu abbattuta per costruire l’edificio del partito fascista in stile neoclassico (inizio XX sec.). Attualmente è sede del Consiglio Comunale di Potenza. Allo spigolo dell’edificio di fronte, tra via Cesare Battisti e piazza Matteotti, si ammira l’unica traccia dell’antica cappella della Madonna del Carmine, sconsacrata nel 1850: sopra una colonna a fusto liscio si erge un putto -con le mani giunte a preghiera- coronato da due anelli concentrici di foglie e da un capitello fogliato con...

Palazzo di Città

Il Palazzo esisteva già in epoca angioina e successivamente destinato a casa comunale. L’edificio è stato più volte costruito nel corso dei secoli per via dei danni riportati nei terremoti. Oggi conserva la facciata originaria del 1882. Il portone di ingresso si presenta con arco a tutto sesto incorporato tra due finestroni, al di sopra dei quali possiamo ammirare una balconata continua retta da gattoni fogliati a volute e finestre inquadrate da lesene. Attualmente è sede dell’Amministrazione Comunale di...

Chiesa San Rocco

L’edificio nacque sulle rovine di una precedente cappella edificata tra il 1400 ed il 1500, in seguito ad una terribile pestilenza detta “Delle Ghiandole”.Al periodo di fondazione dell’originario luogo di culto risale anche l’istituzione dell’omonima Confraternita, il cui statuto fu riconosciuto nel 1789 da Ferdinando IV di Borbone. Il logorio del tempo ne causò il crollo completo nel 1832 e la Confraternita, solo nel 1860, diede inizio alla costruzione del un nuovo edificio. La Chiesa del “Pellegrino di Montpelier” sarà riaperta al culto nel 1834 grazie al cospicuo sostegno economico dei fedeli.Ben visibile al centro dell’architrave del portale d’ingresso insiste una formella in marmo recante in rilievo l’effigie di S. Rocco databile al 1857, attribuibile allo scultore lucano Michele Busciolano. Sul lato sinistro adiacente l’abside, si leva il campanile. Tale corpo di fabbrica, a tre livelli, culmina con una cuspide troncopiramidale in cui si conserva una campana non più in funzione, fusa nel 1565 e dedicata a S. Lorenzo da Padula. Sul lato destro del prospetto principale si ammira una statua in bronzo raffigurante S. Rocco realizzata nel 1969.Il rilievo funerario reimpiegato nella facciata della chiesa si data tra il I sec. a.C. e il I sec. d.C. La rappresentazione di una donna con il capo velato, che tocca un lembo del velo e stringe un ventaglio nell’altra mano, rispecchia una consuetudine del tempo. Semplici stele ed are funerarie con iscrizione, o veri e propri rilievi a mezzo busto come questo, si sono trovati nelle aree del seminario e della stazione centrale, nei rioni Betlemme, Montereale, Santa Maria e Bucaletto, che naturalmente all’epoca ricadevano all’esterno della città. Infatti, le...

Cappella del Beato Bonaventura

Carlo Antonio Gerardo Lavanga, sacerdote francescano dell’ordine dei minori conventuali, noto come frà Bonaventura, da cui prende il nome la cappella, fu beatificato nel 1775. In origine era la sua casa natia, infatti, la facciata si presenta con un disegno davvero semplice; si accede attraverso uno stupendo portale in pietra calcarea proveniente dalla chiesa del soppresso monastero delle clarisse di San Luca, con al centro due teste di cherubini alati al di sopra dei quali due elementi a volta racchiudono uno stemma francescano. All’interno la cappella è costituita da un unico locale suddiviso in due ambienti da un arcone trasversale; anche l’altare in pietra rossa con disegno barocco e l’acquasantiera provengono dal monastero di San Luca. Sull’altare una grande tela del pittore Vincenzo Busciolano, datata 1907, raffigura l’Estasi del Beato Bonaventura, mentre sulle pareti sono raffigurati un’Ultima Cena, un trittico della Passione di Cristo, opere del pittore Mario Prajer datate intorno al 1950. Inoltre sono custodite alcune reliquie del beato in un’urna lignea collocata in un’edicola su parete e in due piccoli reliquiari in legno e metallo. Comune di Potenza Ufficio Turismo – Centro Elaborazione...

Tempietto San Gerardo

Il tempietto dedicato a San Gerardo, patrono della città, è realizzato sui resti di un’antica neviera e sito sul limite della piazza Matteotti a ridosso del Muraglione. La scultura è attribuibile all’artista potentino Michele Busciolano. L’opera, secondo l’epigrafe che si trova alla destra della statua del santo, fu ultimata nel 1865 e raffigura un busto neorinascimentale su pianta semiottagonale con pilastri terminanti in capitelli in stile corinzio. L’edicola ripropone la facciata di un edificio a cupola, con pianta semicircolare, chiusa sul retro. Sul basamento formato a gradoni, poggiano cinque colonne con il fusto scanalato, decorato con il capitello a foglie. Le colonne sorreggono degli architravi decorati da angioletti e rose. L’iscrizione a sinistra ricorda due momenti importanti per la città: l’invasione dei briganti nel 1809 e l’insurrezione del 18 agosto...

Cortile del Sacro Cuore

A nord-ovest della Cattedrale di San Gerardo si sviluppa un cortile, delimitato sul versante opposto dall’episcopio e dalla casa del clero “Sacro Cuore”. Vi è stata rinvenuta, in ottimo stato di conservazione, una fornace teofiliana per campane (XII-XIII secolo), parzialmente coperta dall’attuale campanile che nel XIX secolo sostituì l’antica torre campanaria, inclinatasi a causa di un terremoto nel 1826. Inoltre, è stata portata alla luce una tomba bassomedievale “a logette”, vale a dire con un alloggiamento ristretto (la logette appunto) per il cranio, che ospitava un personaggio di rilievo. Successivamente la tomba è stata riutilizzata e gli unici elementi di corredo risultano un passante per cintura in ferro ed un pendente globulare in osso. La datazione di entrambi i rinvenimenti è da ricollegare all’esistenza della antiqua fabrica immediatamente precedente alla cattedrale romanica, citata da un’epigrafe di XIII secolo.Comune di PotenzaUfficio Turismo – Centro Elaborazione...

Caserma Lucania

In seguito alla soppressione degli ordini monastici, il monastero dei Riformati di Santa Maria ed il fabbricato conventuale vennero adibiti, dal Ministero della Guerra, a dimora temporanea di soldati. La Caserma Lucania, già Basilicata, fu progettata nel 1885 dal ten Col. Carlo Tucci ed il primo corpo venne inaugurato nel 1896 per ospitare un battaglione del 13° Reggimento di Fanteria. I lavori vennero completati nel 1914 con l’ aggiunta del secondo troncone. Ebbero sede stanziale l’81° ( 1898-1901), il 7° (1901-1907), ed il 29° (1907-1929) Reggimento Fanteria. La caserma riportò gravissimi danni a seguito dei bombardamenti aerei dell’ 8-9 settembre 1943 che la resero inagibile fino al 1965, anno della riapertura. Il 1° febbraio 1977 il Battaglione 244° Cosenza si trasformò in 91° Battaglione Lucania, collegandosi idealmente alle origini lucane dell’ antica Brigata. L’ edificio si sviluppa su tre piani. Il prospetto principale si affaccia sulla via Ciccotti e mostra le pareti con paramento esterno in pietra, aperte da file sovrapposte di bifore.Da aprile 2010, per effetto della soppressione del 91° Battaglione Lucania (18 novembre 2009) la struttura, di proprietà del Ministero della Difesa, è temporaneamente chiusa, in attesa di una nuova destinazione sempre in funzione alle esigenze dell’Amministrazione Militare. All’interno della caserma era stata realizzata una sala Cimeli che ospitava rari e preziosi reperti, testimonianza della storia d’Italia e della Basilicata dal 1860 alla seconda Guerra Mondiale. Oggi, per iniziativa del Centro Studi Militari “Salinardi” la preziosa raccolta è possibile visitarla presso il Museo Provinciale di Potenza (tutti i giorni, escluso il lunedì, dalle 8,30 alle 20,30)Comune di PotenzaUfficio Turismo – Centro Elaborazione...

Convento San Francesco

A Potenza un atto notarile del 1273 testimonia un intervento edilizio promosso dai frati per la costruzione della chiesa di San Francesco, presumibilmente nell’ambito dei lavori di ricostruzione dopo il sisma del 1273. Sui resti di un antico oratorio protoromanico sorge il complesso conventuale dedicato a San Francesco. Dall’iscrizione presente sul portale della chiesa, alla base dell’impianto dell’archivolto, si evince che fu fondato nel 1265. Certo è che, già intorno al 1240, in piena età federiciana, si può ipotizzare una forma di presenza dei Frati Minori in gran parte del Mezzogiorno che, in Basilicata, non risulta abbastanza strutturata e istituzionale almeno da lasciare traccia nella documentazione. Sicuramente il conflitto tra l’imperatore svevo e gli ordini mendicanti può essere annoverato tra le ragioni storiche e geografiche del basso numero, o addirittura dell’assenza, come appunto in Lucania, di tali fondazioni.Ricordiamo che l’autorizzazione papale era indispensabile per erigere conventi mendicanti, in base ad una proibizione formulata da Bonifacio VIII con la bolla cum ex eo poi inserita nel corpus delle Decretali. Sicuramente con gli Angioni i mendicanti, ed in particolare i Francescani e i Predicatori, furono i più favoriti, al punto che nel Regno, come notava Pietro Giannone, il loro numero aumentò enormemente, tanto da essere presenti in maniera massiccia in tutto il Regno di Napoli ad eccezione del territorio lucano.Solo nel corso del XV secolo si registra per la prima volta in Basilicata un generale e consistente incremento delle fondazioni conventuali mendicanti, determinato dal diffondersi delle Osservanze all’interno degli ordini religiosi. Tra il XVI e il XIX secolo fu denominato “Grande convento” poiché ospitò una prestigiosa scuola teologica. Oggi è possibile...

Monastero di San Luca

Il monastero di San Luca era, come l’antecedente dedicato a San Lazzaro, di origine femminile e di regola benedettina. L’esiguità delle fonti sul monastero di San Lazzaro deriva dalla sua repentina e cruenta scomparsa intorno alla metà del ‘400, in seguito all’epidemia di peste che dilagò in molte regioni meridionali. Il monastero, successivamente, fu probabilmente aggregato a quello di San Luca con tutti i suoi beni. Edificio più volte ampliato, restaurato e rimaneggiato nei secoli; oltre al convento ed alla chiesa, comprendeva nella parte bassa a sud del fabbricato, un giardino con un muro di cinta che si dilungava fino all’attuale via Garibaldi. Il monastero fu soppresso con il decreto del 17 febbraio 1861, col quale si sopprimevano nelle Provincie napoletane e siciliane gli ordini monastici di ambo i sessi. Attualmente è sede del Comando Provinciale dei Carabinieri. Intorno al 1925 l’antico monastero fu abbellito dalla costruzione di portici. La caserma dei carabinieri fu inizialmente dedicata a Mario Pagano e successivamente al tenente dei carabinieri il potentino Orazio Petruccelli, morto a Cefalonia nel 1943.Comune di PotenzaUfficio Turismo – Centro Elaborazione...

Museo Diocesano

Il Museo diocesano di Potenza è situato al piano terra dell’ex Seminario diocesano, alle spalle della Cattedrale. L’edificio che ospita il Museo fu edificato nel 1616 con vicende fino al settembre del 1943 quando i bombardamenti alleati distrussero il vecchio Seminario, l’Episcopio e sventrarono la Cattedrale. Nel dopo guerra questi edifici furono ricostruiti ed oggi rappresentano il cuore pulsante della vita della Chiesa potentina. Gli arredi sacri della cattedrale sono conservati per la quasi totalità in questo museo, fatta eccezione per alcuni pezzi che sono andati persi o esposti in altre sedi museali, Il tesoro potentino secondo una consuetudine già praticata per le arti maggiori, risente fortemente dell’influenza della capitale partenopea, che nei secoli del rinascimento e del barocco resta l’esempio più forte e marcato da seguire nelle produzioni artistiche. Interessante è il particolare di una croce astile del 1714 eseguita dall’argentiere Giovanni Battista Buonacquisto arricchita dalla presenza della figura di San Gerardo La Porta protettore del capoluogo lucano. Della sezione pittorica segnaliamo Madonna che allatta il bambino di scuola napoletana datata tra la fine del XVII secolo ed i primi del XVIII La vergine nelle vesti di una giovane madre, posa lo sguardo sulla sua creatura che, come ogni bambino, ricerca voluttuosamente il seno materno. Una altra sezione è dedicata ai documenti, libri sacri di particolare pregio ed il Registro dei Battesimi, Cresime e dei Matrimoni della Parrocchia della Cattedrale del 1600.Comune di PotenzaUfficio Turismo – Centro Elaborazione...

Palazzo Loffredo

Sorto tra la fine del XV e l’inizio del XVI secolo nell’area precedentemente occupata dal Convento dei Celestini, fu dapprima residenza dei Guevara, feudatari di Potenza, poi dei conti Loffredo, dopo la trasformazione del castello in ospedale. All’inizio del XIX secolo, il palazzo ospitò l’Intendenza di Basilicata; intorno al 1825 divenne sede del “Real Collegio”, istituito con decreto di Luigi Bonaparte per l’istruzione superiore dei giovani della Provincia di Basilicata. Nel 1850 un decreto del re Ferdinando II affidò il Collegio ai Gesuiti, che lo gestirono fino al 1860. Dopo l’Unità d’Italia, l’Istituto fu denominato “Real Liceo” e intitolato dapprima a Salvator Rosa, poi a Luigi La Vista ed infine a Quinto Orazio Flacco. Ancora nel XX secolo, Palazzo Loffredo ha ospitato il conservatorio di musica Gesualdo da Venosa ed il convitto nazionale Salvator Rosa. Nel corso dei secoli, il Palazzo ha subito numerosi interventi di restauro e consolidamento che, con ampliamenti e sopraelevazioni, hanno trasformato la struttura originaria. La facciata principale si articola intorno ad una corte racchiusa dalle due ali laterali dell’edificio. Il grande portale d’ingresso ad arco a tutto sesto, precede un secondo portale architravato, più piccolo. Al di sopra del portale si apre un loggiato a sei fornici con mostre in pietra liscia.L’edificio presenta una buona distribuzione dei locali su una corte interna; il collegamento verticale è assicurato da uno scalone in pietra, che si sviluppa nell’ala destra. Il secondo piano, cui si accede attraverso una scalinata interna nell’ala destra dell’edificio, si apre sul cortile con un loggiato finestrato.Palazzo Loffredo attualmente è sede della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Basilicata, del museo archeologico nazionale...

Palazzo Pignatari

L’origine dell’edificio si può far risalire al XVI sec., ed era adibito a cavallerizza dei conti de Guevara di Potenza; nel 1604 passò ai conti Loffredo, che successivamente lo vendettero agli Addone e poi alla famiglia Ciccotti. Verso la fine del 1800, per vincoli di parentela, il palazzo fu ereditato dai Pignatari. Attualmente si conserva soltanto l’antico portale che affaccia sull’omonimo largo.Comune di PotenzaUfficio Turismo – Centro Elaborazione...

Piazza Duca della Verdura

Piccolo e grazioso slargo incastonato tra gli edifici, è collegato da un lato a via Pretoria e dall’altro a via del popolo (strada di confine che correva lungo le mura di cinta della città) tramite due gradinate in pietra da taglio realizzate nel settembre 1844. Dapprima chiamato largo Tassiello o della Trinità per la presenza di una porta omonima che consentiva l’accesso a suddetto largo, la piazza venne successivamente intitolata al Duca della Verdura, dal nome dell’intendente della Provincia di Basilicata (1842-1847). Il regolamento di polizia urbana e rurale stabilì che dal 1845 nel largo si dovesse svolgere la vendita della carne e del pesce. Nel luglio del 1943, a seguito dei lavori di ampliamento del Largo Tassello o Trinità, la Porta fu sostituita da una sorta di vicolo virtuale.Comune di PotenzaUfficio Turismo – Centro Elaborazione...

Palazzo Riviello (già Alianelli)

Palazzo edificato nel XVII sec. ha subito trasformazioni in seguito a diverse ristrutturazioni. É stato dimora dello statista Nicola Alianelli a cui oggi è dedicata la via stessa. Sulla facciata dell’ingresso secondario del palazzo è stata apposta un’epigrafe dedicatoria. Durante gli scavi per l’intervento di consolidamento delle fondamenta del palazzo è stata riportata alla luce una buca delle lettere in pietra sulla quale era inciso l’anno domini “1824”. Essa restaurata e restituita all’antico splendore è posta all’ingresso del palazzo visibile attraverso la vetrata del portone principale in ferro.All’esterno è inalterata la cancellata della cella che presumibilmente fungeva da sosta per i prigionieri in attesa di giudizio, poiché poco più avanti vi era la sede del Tribunale.Comune di PotenzaUfficio Turismo – Centro Elaborazione...

Torre Guevara

La torre Guevara costruita nel IX secolo è quel che resta del castello databile al X – XI secolo (non più esistente). Questa fabrica presentava in origine un impianto costituito da una torre cilindrica collegata ad un breve recinto murario. La torre potrebbe risalire al IX sec. in concomitanza con la ristrutturazione della cinta urbana. Successivamente sarebbe sorta intorno ad essa la struttura fortificata che l’avrebbe trasformata nel castello dei conti di Potenza.Con molta probabilità, quindi, la torre fu costruita precedentemente al castello, con una precisa ed autonoma funzione di vedetta e, soltanto dopo, sarebbe sorta intorno ad essa la struttura fortificata. La torre, posta all’estremità est del centro storico, per tutto il Medioevo ebbe grande importanza per la difesa dalle scorrerie dei barbari e per il controllo della sottesa ansa fluviale del Basento dalla sorgente alla stretta di Albano. Data la sua importanza strategica, inoltre si suppone che la torre in origine fosse ben più elevata; il Riviello, infatti, narra “dell’antico castello con la sua altissima merlata ed inaccessibile torre fatta logora e screpolata dal lavorio dei secoli e dalla forza dei terremoti”.La storia del castello comunque è legata a quella delle casate che ebbero in feudo la città. Nel 1268, dopo la vittoria di Carlo I d’Angiò su Corradino di Svevia, la città, fedele a quest’ultimo, fu quasi distrutta ed il Castello, occupato dagli Angioini, fu tolto ai Conti e affidato ad un Regio Castellano.Con la fine del regno angioino e l’arrivo degli Aragonesi, il re Alfonso concesse la città, divenuta contea, al fido Don Indico de Guevara. I Guevara, tra i tanti padroni avvicendatisi alla guida...

Villa Romana di Malvaccaro

L’unica villa romana recuperata nel territorio potentino è quella di Malvaccaro. Sussistono alcune tracce databili al I-II secolo d.C., al di sotto delle strutture oggi visibili, appartenenti ad una fase di monumentalizzazione, che si colloca tra il III e la prima metà del IV secolo. Gli ambienti di rappresentanza della villa si sviluppano su più livelli. Partendo da quello inferiore, decorato con crustae di marmo pavonazzetto, si aveva accesso al triclinium (sala da pranzo), con pavimento mosaicato che presenta centralmente un medaglione con l’immagine delle tre Grazie e si conclude verso nord con una coenatio absidata. Qui, su un divano semicircolare (stibadium) in muratura, reso senz’altro più confortevole da cuscini, prendevano posto i convitati. Sdraiati sul divano, gli ospiti godevano dell’immagine delle tre Grazie, in un contesto che la rappresentazione figurata di anfore e di cesti di frutti e fiori rendeva evocativo dei banchetti dionisiaci.Per visitarla: tel. +39 0971 415866Comune di PotenzaUfficio Turismo – Centro Elaborazione...

Teatro Francesco Stabile

L’edificazione del teatro inizia nel 1856 con i fondi forniti da una società di azionisti benestanti. I lavori diretti dagli architetti Alvino e Pisanti ripresero, però, solo nel 1865, dopo una lunga interruzione dovuta al terremoto del 1857. Il teatro fu inaugurato il 26 gennaio 1881 con la rappresentazione de La Traviata, alla presenza del re, della regina e del principe Amedeo.L’edificio, nella struttura e nell’apparato decorativo, fu progettato con caratteristiche molto simili a quelle del teatro San Carlo di Napoli, ed è stato riaperto al pubblico soltanto nel 1990 dopo le fasi di restauro, realizzate a seguito dei danni riportati dal terremoto del 1980, che, pur nel rispetto dell’impianto originario, ne ha migliorato l’acustica, l’illuminazione e gli spazi. La platea, tre ordini di palchi ed il loggione racchiudono l’orchestra ed il palcoscenico, tutte in dimensioni contenute con tale equilibrio da farlo ricordare come un piccolo gioiello nel suo genere. Il teatro è intitolato al musicista potentino Francesco Stabile (1802-1861).Comune di PotenzaUfficio Turismo – Centro Elaborazione...

Scale Mobili Viale Marconi

La città è attraversata da una struttura meccanizzata di scale mobili, la più lunga d’Europa, che si divide in tre diverse strutture: Viale Marconi, Via Armellini, Santa Lucia.Il primo percorso unisce Viale Marconi a Via del Popolo, fermandosi a Viale Dante, Via Vespucci, Piazza Vittorio Emanuele. Inaugurata nel 1994, questa è la prima delle tre strutture meccanizzate costruite. Risale dalla zona inferiore della città per giungere nel centro storico, per una lunghezza di 430 metri.Le scale mobili sono aperte tutto l’anno orario diurno continuato.Apertura al pubblico: dalle ore 7.00 alle ore 23.00Utilizzo: gratuitoComune di PotenzaUfficio Turismo – Centro Elaborazione...

Scale Mobili Santa Lucia

La città è attraversata da una struttura meccanizzata di scale mobili, la più lunga d’Europa, che si divide in tre diverse strutture: Viale Marconi, Via Armellini, Santa Lucia.Da ultima, nel 2010 è stata inaugurata la scala mobile di Santa Lucia che collega Via Tammone con Porza Salza mediante un percorso meccanizzato di 600 metri, dotato di 2 ascensori inclinati per diversamente abili, percorribile in 15 minuti. La scala è costituita da due tratti meccanizzati collegati da un passaggio pedonale coperto di 120 metri. Complessivamente il sistema completo di scale mobili si estende per un percorso di 1,3 Km.Apertura al pubblico: dalle ore 7.00 alle ore 23.00Utilizzo: gratuitoComune di PotenzaUfficio Turismo – Centro Elaborazione...

Porta San Luca

La porta prende il nome dal convento delle chiariste di San Luca. Ai lati dell’arco a tutto sesto sono visibili i conci di pietra calcarea a cui erano fissati i cardini che consentivano l’apertura della porta.Il monastero di San Luca era, come l’antecedente dedicato a San Lazzaro, di origine femminile e di regola benedettina. L’esiguità delle fonti sul monastero di San Lazzaro deriva dalla sua repentina e cruenta scomparsa intorno alla metà del ‘400, in seguito all’epidemia di peste che dilagò in molte regioni meridionali. Il monastero, successivamente, fu probabilmente aggregato a quello di San Luca con tutti i suoi beni. Edificio più volte ampliato, restaurato e rimaneggiato nei secoli; oltre al convento ed alla chiesa, comprendeva nella parte bassa a sud del fabbricato, un giardino con un muro di cinta che si dilungava fino all’attuale via Garibaldi. Il monastero fu soppresso con il decreto del 17 febbraio 1861, col quale si sopprimevano nelle Provincie napoletane e siciliane gli ordini monastici di ambo i sessi. Attualmente è sede del Comando Provinciale dei Carabinieri. Intorno al 1925 l’antico monastero fu abbellito dalla costruzione di portici. La caserma dei carabinieri fu inizialmente dedicata a Mario Pagano e successivamente al tenente dei carabinieri il potentino Orazio Petruccelli, morto a Cefalonia nel 1943.Comune di PotenzaUfficio Turismo – Centro Elaborazione...

Porta San Gerardo

La Porta di San Gerardo è stata costruita in età normanna (XI-XII secolo) lungo il tratto settentrionale delle mura; prende il nome dal duomo omonimo situato nei pressi. La porta si apre tra il Palazzo del Vescovado e il Palazzo Scafarelli, e costituiva l’accesso diretto all’interno delle mura ai possedimenti della curia vescovile. Il passaggio è caratterizzato da una volta a botte a sesto ribassato e sormontato da una piccola finestra, forse ultimo residuo di un antico posto di guardia, mentre all’esterno si evidenzia una struttura a blocchi del contrafforte.Comune di PotenzaUfficio Turismo – Centro Elaborazione...

Ponte San Vito

Sulla sponda sinistra del Basento, alla fine dell’Ottocento, dovevano essere ancora visibili i resti di un acquedotto romano con tubi in ferro (fistulae), risalente presumibilmente alla fine del III secolo d.C. Attualmente, questo è quanto resta del ponte di “San Vito” con fondazioni d’età romana, originariamente denominato di “Sant’Oronzio”, santo cui era inizialmente intitolata anche la cattedrale di Potenza.La costruzione del ponte è da mettere in relazione con il potenziamento viario, attuato grazie alla costruzione della via Herculia, voluta da Massimiano Erculeo, augusto con Diocleziano, durante il suo soggiorno a Grumentum. Il ponte rientra, quindi, in un più ampio progetto di riassetto economico, voluto dall’imperatore.Comune di PotenzaUfficio Turismo – Centro Elaborazione...

Ponte Musmeci

Realizzata dall’ingegnere Sergio Musmeci, monumentale struttura, unica nel suo genere, mette in comunicazione la città con la tangenziale in direzione Salerno o Taranto. È una vera e propria opera d’arte realizzata alla fine degli anni ’60. La plasticità della forma fa della struttura un gigantesco e raffinato oggetto scultoreo a scala urbana.Comune di PotenzaUfficio Turismo – Centro Elaborazione...

Scale Mobili Via Armellini

La città è attraversata da una struttura meccanizzata di scale mobili, la più lunga d’Europa, che si divide in tre diverse strutture: Viale Marconi, Via Armellini, Santa Lucia.La scala mobile di Via Armellini, inaugurata nel 2008, parte dal parcheggio pubblico multipiano ed arriva a Via Due torri. Il percorso consente di superare un dislivello complessivo di circa 50 metri con due moduli di scale mobili e 2 ascensori verticali. I primi superano un dislivello di circa 22 metri ed i secondi un dislivello di circa 30 metri.Apertura al pubblico: dalle ore 7.00 alle ore 23.00Utilizzo: gratuitoComune di PotenzaUfficio Turismo – Centro Elaborazione...

Porta Salza – Via Pretoria

Il toponimo deriva dall’antico nome del casale, costruito a margine dell’abitato e da questo separato dal fossato e dall’omonima porta che fino alla sua demolizione ha significato l’unico ingresso carrabile controllato alla città. La forma architettonica dell’ingresso non è documentata neppure dalla descrizione dell’entrata in città di don Alfonso de Guevara nel 1578 che il cancelliere dell’Università annota nel Verbale, conservato nel Registro relativo al triennio 1578-1580. Il ponte levatoio ed il fossato costituivano l’unica struttura di accesso.Sull’importanza della porta e sull’esatta ubicazione della stessa non vi sono incertezze dopo la lettura della “relazione Marchi”, che porta alla compilazione della “prima” toponomastica ufficiale di Potenza: ” Nel 1816 venne abbattuta. In questo modo il borgo o rione di Portasalza, sorto al di fuori della porta, venne aggregato alla Città. La detta porta cittadina era situata all’inizio di via Pretoria nell’attuale crocevia costituito dalle due vie laterali presso cui finisce la salita di Portasalza”. All’inizio del secolo scorso il complesso edilizio nel quale è inserita la “porta” mostra i segni di una avanzata vetustà, per cui diventa necessario l’adozione del provvedimento di demolizione del 18.8.1818: “dopo aver rilevato che le 5 casette che sostengono Portasalza hanno le soffitte e i muri cadenti e in special modo la casetta di detto Pomponio nonchè la stessa Portasalza devono essere demolite per evitare il pericolo. Viene deciso di abbattere con urgenza tali immobili e quindi ricostruirli. L’esistenza del casale, ipotizzata per la Potentia romana, è accertata in pieno medioevo: la presenza della cappella di San Giacomo è documentata sin dal 1206, anteriore a quella di Santa Lucia; questa, pur rappresentando una datazione certa, non può essere...

Borgo Antico Portasalza

Il toponimo deriva dall’antico nome del casale, costruito a margine dell’abitato e separato da un fossato. L’esistenza del casale è accertata in pieno medioevo. Casupole e stalle di contadini, botteghe di artigiani, taverne e fondaci di mercanti forestieri, costituivano il nucleo centrale del borgo. All’inizio del XVIII secolo si verifica un incremento demografico e nel XIX sec., in seguito all’abbattimento della Porta, il borgo di Portasalza venne aggregato alla città. Il borgo tutt’oggi è caratterizzato dalla presenza di piccole botteghe e laboratori artigianali.Comune di PotenzaUfficio Turismo – Centro Elaborazione...