Chiesa della Santissima Trinità

In seguito ai recenti lavori effettuati nella chiesa della SS. Trinità, sono state portate alla luce alcune epigrafi ed un affresco raffigurante una Maestà in trono databile al XIV secolo. La struttura originaria aveva, probabilmente, una planimetria diversa dall’attuale ottocentesca, ricostruita dopo il 1872 a seguito del disastroso terremoto del 1857: dalle testimonianze del Viggiano e del Riviello, che videro l’edificio medievale, è ipotizzabile che il tempio avesse un impianto romanico a tre navate, simile a quello della chiesa di S. Michele, ma con copertura a capriate al centro e a crociere nelle navate laterali. I lavori riprenderanno nuovamente solo nel 1872. L’edificio mostra un impianto a navata unica con cappelle, un soffitto cassettonato, un breve transetto ed un abside semicircolare. Le forme attuali dell’abside sono il risultato di interventi condotti in epoca fascista e nel secondo dopoguerra. L’unica parte superstite dell’originale complesso è oggi riconoscibile nei due registri residui del campanile.

La sola documentazione pervenuta, relativa a questa chiesa, è quella conservata nell’Archivio di Stato di Potenza. Il documento più antico del suo archivio risale al 1274; si tratta di una chartula venditionis. La prima menzione della chiesa è in un documento del 1178; l’atto cita le chiese di San Michele e della SS. Trinità, ed attesta la loro posizione nel Castrum Veteris, la zona più antica della città, separato dall’area di S. Gerardo da una piazza pubblica. Dall’atto si deduce l’elevato costo dell’abitazione in questa zona e il tipo di ceto sociale che l’abitava. Secondo Antonella Pellettieri è proprio dal castrum veteris che dagli inizi dell’XI secolo dovette avviarsi un lento processo di urbanizzazione, che portò all’espansione sempre di più verso l’esterno.

 

logo-3d

Esterno