Chiesa San Rocco

L’edificio nacque sulle rovine di una precedente cappella edificata tra il 1400 ed il 1500, in seguito ad una terribile pestilenza detta “Delle Ghiandole”.Al periodo di fondazione dell’originario luogo di culto risale anche l’istituzione dell’omonima Confraternita, il cui statuto fu riconosciuto nel 1789 da Ferdinando IV di Borbone. Il logorio del tempo ne causò il crollo completo nel 1832 e la Confraternita, solo nel 1860, diede inizio alla costruzione del un nuovo edificio. La Chiesa del “Pellegrino di Montpelier” sarà riaperta al culto nel 1834 grazie al cospicuo sostegno economico dei fedeli.Ben visibile al centro dell’architrave del portale d’ingresso insiste una formella in marmo recante in rilievo l’effigie di S. Rocco databile al 1857, attribuibile allo scultore lucano Michele Busciolano. Sul lato sinistro adiacente l’abside, si leva il campanile. Tale corpo di fabbrica, a tre livelli, culmina con una cuspide troncopiramidale in cui si conserva una campana non più in funzione, fusa nel 1565 e dedicata a S. Lorenzo da Padula. Sul lato destro del prospetto principale si ammira una statua in bronzo raffigurante S. Rocco realizzata nel 1969.Il rilievo funerario reimpiegato nella facciata della chiesa si data tra il I sec. a.C. e il I sec. d.C. La rappresentazione di una donna con il capo velato, che tocca un lembo del velo e stringe un ventaglio nell’altra mano, rispecchia una consuetudine del tempo. Semplici stele ed are funerarie con iscrizione, o veri e propri rilievi a mezzo busto come questo, si sono trovati nelle aree del seminario e della stazione centrale, nei rioni Betlemme, Montereale, Santa Maria e Bucaletto, che naturalmente all’epoca ricadevano all’esterno della città. Infatti, le spoglie dei defunti, cremati, venivano prevalentemente sepolte lungo le principali vie di comunicazione. Le forme di autorappresentazione sanciscono l’ascesa politica per l’uomo, che indossa la toga e stringe il rotolo di pergamena, il ruolo di matrona, invece, per la donna, sottolineato dal gesto di toccarsi il velo.Nel cappellone di destra, su un altare in marmo, all’interno di un’edicola, si conserva una scultura in legno policromo raffigurante S. Rocco, anch’essa realizzata nel 1859 dal potentino Michele Busciolano. Secondo un modello iconografico assai diffuso, il Santo è raffigurato come un giovane barbato, nelle vesti e con il bastone da pellegrino, nell’atto di indicare il bubbone della peste sulla gamba sinistra. Al di là dell’altare maggiore, si ammira un crocifisso ligneo di pregevole fattura risalente al XV secolo su cui il Cristo, secondo i caratteri tipici dell’epoca, è raffigurato con un attento studio dei particolari anatomici.Comune di Potenza
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