Chiesa Santa Maria del Sepolcro

Intorno all’origine della chiesa del Santo Sepolcro sorta nel casale potentino posto all’incrocio tra le antiche vie romane Appia nuova ed Erculea, laddove secondo l’agiografia il santo vescovo Gerardo compì il miracolo della trasmutazione dell’acqua in vino ovvero lo fece scaturire da una roccia, si intrecciano molteplici congetture. Oggi gli studiosi convergono nell’individuarne la natura di insediamento dell’Ordine dei Templari costruito agli inizi del XII sec., forse su iniziativa del conte di Santasofia, signore della contrada di Rivisco, e passato intorno al 1314 sotto la giurisdizione del vescovo Guglielmo che vi aggiunse il titolo di Santa Maria. Ricostruito nel 1488, come attesta un’epigrafe murata nel nartece risalente a un restauro avvenuto nel 1652, per iniziativa del conte di Potenza Antonio de Guevara e affidato ai frati francescani Osservanti, il pregevole edificio presenta i tratti caratteristici dello stile gotico catalano nella facciata e nell’abside a costoloni rampanti. All’interno si ammira un monumentale altare barocco con sfarzose decorazioni di stucchi nel quale è custodita un’urna contenente la reliquia del Sangue di Cristo ivi riposta nel giugno 1656 da monsignor Bonaventura Claverio che arricchì inoltre la navata centrale di un soffitto a cassettoni ottagonali in legno intagliato e dorato. La chiesa custodisce pregevoli tele tra cui una Immacolata con San Francesco e San Rocco (seconda metà XVI sec.), la Madonna delle Grazie con San Francesco e San Patrizio vescovo (1582) e un’Adorazione dei Pastori di Giovanni Ricca (XVII sec.).Comune di Potenza
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