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La cappella del Beato
Bonaventura si trova nel vicolo che porta il suo nome. Era in origine la casa
natale del Beato, trasformata agli inizi del 1900, sulla facciata venne apposta
la seguente lapide "nel 4 gennaio 1651/da/Lello Lavagna a Caterina Pica/ qui
nacque San Bonaventura/ nel 26 ottobre 1711/ da padre conventuale/ morì
in Ravello/ che a patrono celeste onorasi averlo/la cittadinanza
potentina/questo sacello dell'oblio rivendicando/nel 1904 restaurò ed
abbelì/a perpetua ricordanza".
Nel 1906 un Comitato inviò una
lettera al Capitolo Cattedrale per sollecitare il restauro della Cappella la
quale fu mantenuta aperta fino al 1926 dalla "Congregazione del Beato
Bonaventura". Morto il fondatore delle Congregazione, la cappella rimase chiusa
fino al 1932 finchè il vescovo del tempo nominò un rettore nella
persona di Don Francesco Mecca che la officiò fino al 1958. La cappella
è costituita da un solo locale diviso in due vani da un'arco a sesto
ribassato su pilastri quadrati. La facciata è costituita da un portale
in pietra calcarea chiara, di elegante fattura, che una tradizione orale
vorrebbe proveniente dall'ex Monastero di San Luca.
Gli stipiti sono
decorati da volute con un serto fioreale, la piattabanda reca al centro due
teste di cherubini alati di ottima fattura e sopra questo due elementi a voluta
racchiudono uno stemma francescano ed una corona sormonta il tutto. Il
prospetto è in pietra liscia a quadroni con una finestra a lunetta,
sistemazione realizzata nel 1959. Un campaniletto a vela è sistemato sul
lato sinistro del tetto. All'interno, sulla parete destra è situato un
dipinto del Prayer realizzato nel 1949, raffigurante l' "Ultima Cena". Il
soffitto è diviso in tre zone, nelle due laterali vi sono riquadri con
partiture geometriche, in quella centrale, conformata a padiglione, sono
affrescati i quattro Evangelisti.
Il secondo vano ha il soffitto decorato
con partiture geometriche che lo dividono in tre zone che hanno al centro di
ciascuna le raffigurazioni del Sacro Cuore di Gesù; dell'Eucarestia e
del Sacro Cuore dell'Immacolata. L'unico altare è in marmo rosso in
forme barocche, di discreta fattura, anche questo arredo è probabile che
non sia stato realizzato per la cappella; nella parete sopra l'altare è
sistemata una tela del pittore potentino Vincenzo Busciolano del 1907. Il
dipinto raffigura il Beato Bonaventura in estasi davanti ad un altare con il
tabernacolo.
Risalendo piazza Matteotti
si può riprendere la via Pretoria dalla quale, girando alla terza
traversa a destra, si imbocca la via Caserma Lucania che conduce a Piazza
Plebiscito. All'angolo sinistro della via con la piazza, dove si trova l'ex
Palazzo Corrado è rimasta una bifora, che ha una soglia in pietra in
cinque pezzi sagomata con un guscio ed un piattino.
I due stipiti e gli
archivolti sono in conci di pietra calcarea lavorati faccia a vista, come forse
era tutta la muratura della facciata del palazzo.
La bifora potrebbe
appartenere ad un periodo attorno al XIII secolo. A sinistra della bifora,
più in basso, resta anche un balcone con soglia in pietra monolitica
sostenuta da tre gattoni di grosse dimensioni.