Il Piano Strutturale Metropolitano per una "Città del Territorio potentino"
Il Piano Strutturale Metropolitano per una "Città del Territorio potentino"
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- Categoria principale: Il Comune
IL COMUNE
Il Comune rappresenta la prima linea delle istituzioni pubbliche, è il terminale più vicino ai cittadini, con i quali mantiene un contatto diretto e costante, accompagnando la vita dall'inizio alla fine (con la registrazione della nascita e la certificazione della morte); è il Comune il punto di riferimento del complesso dei problemi del cittadino, delle sue esigenze, delle sue aspettative: indipendentemente dall'attribuzione delle competenze giuridiche; è al Comune che il cittadino rivolge le proprie domande sociali, le proprie proteste se gli autobus viaggiano in ritardo, se il traffico è convulso, se i rifiuti rimangono accumulati, se i lavori pubblici procedono con lentezza, se la città è insicura e poco solidale, se mancano adeguati servizi in caso di emergenza, eccetera.
Come dimostrano sondaggi e indagini sociologiche è il Comune l'istituzione più conosciuta e più amata dagli Italiani.
Il nostro progetto amministrativo parte da questo ruolo naturale della istituzione comune e, nel contempo, fa riferimento a quella nuova missione che non a caso il titolo V della Costituzione oggi attribuisce proprio alle Amministrazioni Comunali sulla base dei principi di sussidiarietà, adeguatezza e differenziazione e di una pari dignità istituzionale con Province, Regioni, Stato.
In un mercato globale ove la competizione è sempre meno tra singole realtà produttive e sempre più tra territori ed in una Europa ove il 75% della popolazione vive nelle aree urbane la sfida della competitività, della innovazione, della diffusione di servizi avanzati di qualità, della risposta alla domanda sempre più alta di qualità della vita, del collegamento con le reti materiali ed immateriali passa attraverso le politiche urbane, passa attraverso le nostre azioni.
Come mai era successo nel passato il ruolo del Comune è oggi centrale per costruire politiche di sviluppo locale.
POTENZA, LA NOSTRA "CITTA'"
Lavoreremo per completare il Progetto che faccia di Potenza
- "città orgogliosa", con la sua identità le sue radici, la sua civiltà, la sua storia millenaria, con i suoi oltre duecento anni di guida amministrativa della Regione; città vera, orgogliosa con un anima e uno spirito forte.
Abbiamo celebrato il Bicentenario per ricordare non solo i due secoli vissuti da capoluogo di regione, ma anche per ricordare la grande storia della nostra città che, di origine preromana come confermano le recenti scoperte archeologiche emerse nell'area del Basento interessate dai lavori del Nodo del Gallitello, risulta significativamente citata sia da Plinio che da Tolomeo. Spesso colpita da terremoti, la Città fu funzionalmente ricostruita dopo quello del 990, con significativa rinascita, civile e religiosa, a partire dall'XI secolo, caratterizzandosi, in quello successivo, come luogo di sosta di illustri protagonisti della politica internazionale del tempo.
Accolse nel 1149 re Ruggero e Luigi VII di Francia, reduci entrambi dalla seconda crociata. Ne furono poi demolite le mura per essersi schierata, nel 1268, con Corradino contro Carlo d'Angiò; fu nuovamente ricostruita dopo altro sisma del 1273; progressivamente ampliò il suo assetto urbano soprattutto a partire dal 1435, quando fu infeudata dai Guevara. Pur nuovamente segnata dal successivo, devastante, terremoto del 1456, riuscì da allora a riassestarsi, anche nei suoi confini territoriali, a seguito della ricomposta controversia tra il conte Inigo Guevara e l'allora principe di Melfi.
Ebbe nel glorioso Studio Teologico sorto nella seconda metà del XVI secolo nel Convento di S. Francesco un centro culturale d'eccellenza con famosi Padri maestri.
L'abolizione della feudalità, nel 1806, congiuntamente con le nuove funzioni amministrative derivate alla Città, nello stesso anno, dalla sua elevazione a capitale dell'allora provincia di Basilicata, diede avvio ad una fruttuosa fase di sviluppo urbano, accompagnata da progressiva crescita di infrastrutture e servizi sociali, ancor più dopo la non breve fase di ricostruzione seguita ad altro terremoto ancora, quello del 1857. Di particolare rilevanza risulta il ruolo politico-istituzionale svolto dalla Città dall'Età napoleonica all'Unità d'Italia, in particolare dalla prima esperienza di Municipalità repubblicana, democratica e popolare, promossa nel 1799 dal vescovo Andrea Serrao ai ben noti fatti del 18 agosto del 1860, eventi di rilevante portata storica, anche simbolicamente confermata dal conferimento alla Città della medaglia d'oro come benemerita del Risorgimento nazionale.
Un significativo tracciato identitario, questo, che avrebbe trovato occasioni di ulteriore sviluppo con l'avvento dell'Italia repubblicana, dopo la ricostruzione conseguente ai gravi bombardamenti del settembre 1943, e con il rinato slancio di Città guida per l'intera regione soprattutto dopo l'ennesimo, devastante, terremoto del 23 novembre 1980, anche in conseguenza dell'istituzione, a Potenza, dell'Università degli Studi, sede primaria delle attività scientifiche e culturali regionali. - "città di servizi di qualità" per le migliaia di persone che, quotidianamente, vi vivono o vi si recano per ragioni di studio, di lavoro, di godimento del proprio tempo libero e che sono portatrici di bisogni, specifiche aspettative e di un legittimo desiderio di veder accrescere la qualità della propria vita.
- "città capoluogo" per l'intera comunità regionale che guarda ad essa come ad un importante fattore di coesione territoriale e sociale e come al centro che ha la responsabilità di fornire funzioni e servizi innovativi di respiro territoriale. Città leader, cioè in grado di svolgere una funzione di guida, essere in grado di stare avanti, tracciare la strada, indicare una meta e sviluppare un ruolo "integratore" non solo nel suo più immediato hinterland, ma dell'intero tessuto regionale







