Chiese Storiche

Chiese

Chiesa di Sant'Antonio La Macchia

Edificata nel 1530 è un romito cenobio dei Cappuccini tra verdi sentieri alberati. La chiesa è stata interamente ricostruita nella seconda metà del XX secolo, ed è ancora oggi affidata ai Cappuccini.

L’edificio presenta una facciata a blocchi di pietra squadrata ed un piccolo portico antistante l’ingresso a cui si affianca un basso campanile; la Chiesa, a navata unica, è caratterizzata da un arredo semplice ed è intitolata a Sant’Antonio.


Testo a cura di Annamaria Scalise
Presidente Società Italiana per la Protezione dei Beni Culturali – Sezione Regionale Basilicata

Cappella del Beato Bonaventura

Carlo Antonio Gerardo Lavanga, sacerdote francescano dell’ordine dei minori conventuali, noto come frà Bonaventura, da cui prende il nome la cappella, fu beatificato nel 1775.

In origine era la sua casa natia, infatti, la facciata si presenta con un disegno davvero semplice; si accede attraverso uno stupendo portale in pietra calcarea proveniente dalla chiesa del soppresso monastero delle clarisse di San Luca, con al centro due teste di cherubini alati al di sopra dei quali due elementi a volta racchiudono uno stemma francescano. All’interno la cappella è costituita da un unico locale suddiviso in due ambienti da un arcone trasversale; anche l’altare in pietra rossa con disegno barocco e l’acquasantiera provengono dal monastero di San Luca.

Sull’altare una grande tela del pittore Vincenzo Busciolano, datata 1907, raffigura l’Estasi del Beato Bonaventura, mentre sulle pareti sono raffigurati un’Ultima Cena, un trittico della Passione di Cristo, opere del pittore Mario Prajer datate intorno al 1950. Inoltre sono custodite alcune reliquie del beato in un’urna lignea collocata in un’edicola su parete e in due piccoli reliquiari in legno e metallo.

Orario di apertura:
Domenica e festivi ore 11.00


Testo a cura di Annamaria Scalise
Presidente Società Italiana per la Protezione dei Beni Culturali – Sezione Regionale Basilicata

 

Cattedrale di San Gerardo

L’edificio, eretto sul crinale della collina a ridosso della via pubblica medievale e dedicato da tempi immemorabili alla Beata Vergine Assunta, presenta esteriori fattezze settecentesche dovute all’architetto Magri, allievo di Vanvitelli, su commissione del vescovo Giovanni Andrea Serrao (1783-1799). La sua antica e veneranda storia, fra terremoti come quello del novembre 1980 e tenaci riedificazioni, è testimoniata dal rinvenimento, in occasione di interventi di consolidamento e restauro realizzati sul finire degli anni Settanta del Novecento, al di sotto del piano di calpestio in corrispondenza dell’area presbiteriale, di brani di un pavimento musivo e di alcune strutture murarie, tra cui una a forma di esedra. Databili tra V-VI sec., esse sono riconducibili al sacello di sant’Oronzo, martire africano primo patrono della città. La seconda fase costruttiva, in collegamento con il cambio di dedicazione a Gerardo della Porta (1111-1119) canonizzato a viva voce da papa Callisto III, risale tra il XII e il XIII sec. e si deve al vescovo Bartolomeo (1197-1206): di essa resta il magnifico campanile in pietra probabilmente opera di Sàrolo di Muro Lucano. Il potentino Oberto, vescovo della città nel 1250, eresse una cappella a S. Gerardo ponendovi una statua del patrono in legno dorato. Dai documenti delle Sacre Visite del 1566 e del 1571 effettuate dal vescovo Tiberio Carrafa, la cattedrale risulta decorata da numerosi affreschi sulle pareti e nelle cappelle, e corredata da un braccio argenteo reliquiario di S. Gerardo. La volta è attualmente ricoperta dagli affreschi commissionati nel 1933’34 dal vescovo Augusto Bertazzoni al pittore Mario Prayer che intervenne in cattedrale anche dopo i bombardamenti aerei del settembre 1943. Dall’estate del 1968 la Cattedrale Potentina è dotata di porte bronzea collocata sulla facciata principale, opera dello scultore calabrese Giuseppe Niglia. In corrispondenza dell’altare maggiore della cattedrale è visitabile una cripta il cui ingresso è chiuso da una grata bronzea, collocata al centro del coro. Al di sotto della parte presbiteriale ed absidale della chiesa, ad una profondità di quasi 2 metri, sono visibili lacerti murari corredati da residui lembi di una pavimentazione musiva a decorazioni geometriche policrome. Si tratta dei resti di una struttura, databile tra la metà del IV ed il VI secolo d.C., composta da un vano rettangolare ricostruibile per almeno 5,10 x 3,30 metri, cui si affiancava ad est un altro piccolo ambiente absidato. L’interpretazione di questo complesso architettonico rimane incerta. Infatti, sebbene sia molto suggestiva l’ipotesi della presenza di una chiesa paleocristiana nello stesso luogo ove sorgerà la cattedrale tra la fine del XII e gli inizi del XIII secolo, non esistono prove incontrovertibili della destinazione sacra del luogo.

Orari di apertura:
07.30/13.00 - 15.00-20.00

Orari messe:
Giorni feriali 07.30-09.00-10.30-19.00  
Giorni festivi 08.00- 11.00-12.00-19.00

Testo a cura di Annamaria Scalise
Presidente Società Italiana per la Protezione dei Beni Culturali – Sezione Regionale Basilicata

Chiesa di San Michele Arcangelo

La fondazione della Chiesa dovrebbe risalire a molto tempo prima del 1178 (anno della prima attestazione pervenutaci), poichè la dedicazione a San Michele denuncia origini longobarde.

Già dal V secolo molto probabilmente esisteva a Potenza una Chiesa dedicata al santo; un mosaico, infatti, del V secolo rinvenuto sotto il pavimento dell’attuale chiesa di San Michele Arcangelo, rivela la sua appartenenza ad una struttura tardoromana riutilizzata in occasione della fondazione della prima basilica.

Il portale principale presenta un doppio stipite con doppio arco a tutto sesto. Un elemento orizzontale tra le lesene centrali sottolinea l’arretramento di muratura della navata centrale. Gli spioventi delle navate minori ed i lati maggiori della navata centrale e di quella laterale destra sono alleggeriti da un filare di archetti pensili. L’ingresso laterale alla chiesa si apre al centro della parete destra, innestato su un elemento di ringrosso della muratura. Il portale è in pietra con conci lavorati faccia a vista ed ha, sopra alla piattabanda, nella lunetta, un bassorilievo di “Madonna con Bambino” che presenta, a sinistra, il simbolo francescano, ed a destra, un elemento decorativo con motivi floreali. L’interno della chiesa è di tipo basilicale, a tre navate con tre absidi, la navata centrale è più alta delle laterali.

Orario di apertura:
07.00/12.00 - 17.30/20.30

Orari messe:
Giorni feriali 08.00-10.00-19.00  
Giorni festivi 08.00-10.00-11.30-19.00

Testo a cura di Annamaria Scalise
Presidente Società Italiana per la Protezione dei Beni Culturali – Sezione Regionale Basilicata

Chiesa di San Francesco

Tipica chiesa francescana, richiama nel suo stile la semplicità di un impianto ad un’unica navata, caratterizzata da un tetto spiovente in pietra a faccia vista ed un rosone centrale con vetrata.
Fondata nel 1274, la chiesa di San Francesco d’Assisi si presenta all’esterno con un bellissimo portale del XVI secolo composto da otto serie di formelle rappresentanti il monogramma cristologico di San Bernardino da Siena. Sulla parete sinistra si aprono tre finestre monofore ogivali a doppia strombatura risalenti al XIII sec. Sempre sul lato sinistro, in una nicchia, è raffigurato il martirio di san Sebastiano di G. Todisco da Abriola (1545-1566). Sulla parete destra è possibile ammirare il sepolcro in pietra calcarea del potentino De Grassis datato 1534. Di pregevole fattura sono anche il crocifisso ligneo policromo dell’abside (XVII secolo) e i dipinti murali di Santa Chiara e San Francesco, nelle due nicchie lungo la parete destra della chiesa, affreschi della prima metà del XIV sec.

Orario di apertura:
07.30/12.00 -  17.00/19.00

Orari messe:
Giorni feriali 09.30-18.30  
Giorni festivi 09.00-12.00-18.30

Testo a cura di Annamaria Scalise
Presidente Società Italiana per la Protezione dei Beni Culturali – Sezione Regionale Basilicata

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