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Isabel
Quintanilla Habitación de costura |
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Isabel Quintanilla Paco
escribiendo, 1995 |
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Antonio López
García Taza de water y ventana, 1968-71 |
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Antonio López
García La cena, 1971-1980 |
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Amalia Avia Comedor,
1987 |
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Julio López
Hernández Dormitorio, Almagro 28, 1972 |
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Antonio López
García Hombre bronce, 2005 |
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| Julio López
Hernández Parte de su familia, 1972 |
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Amalia Avia La calle de
San Mateo, 1974 |
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REALIDAD Arte spagnola
della realtà a cura di Laura Gavioli
22 settembre - 14 gennaio
2007 Palazzo Loffredo - Galleria Civica
L'evento, straordinario per la
portata eccezionale delle opere in mostra, si inserisce nel calendario dei
festeggiamenti per il Bicentenario della Città di Potenza.
L'esposizione, a cura di Laura
Gavioli, affronta la stagione del realismo spagnolo, capitolo tra i
più rilevanti nel panorama dell'arte europea del secondo novecento, in
un fervido dialogo con alcune opere emblematiche dei protagonisti degli
antecedenti storici del realismo nell'arte spagnola, da Zurbarán, a
Ribera, da Goya, a Sorolla e Zuloaga fra gli altri, ai quali sarà
dedicata una sezione della mostra.
Attraverso un centinaio di opere,
la rassegna intende restituire la temperie culturale di quella generazione di
artisti maturata all'Accademia di San Fernando a Madrid, dove Antonio
López García e un gruppo di suoi coetanei come Francisco
López, Isabel Quintanilla, Julio López Hernández, Amalia
Avia, Maria Moreno e Carmen Laffón, hanno studiato e poi talvolta
insegnato alle generazioni successive come guardare la cosiddetta
realtà, coniugando la lezione dei maestri spagnoli, dei caravaggeschi,
di Goya, con le istanze della modernità.
Negli anni sessanta del XX
secolo, la Scuola di Belle Arti di San Fernando a Madrid rappresenta il centro
nevralgico della sperimentazione artistica spagnola. Qui è titolare
della cattedra di pittura Antonio López García, figura singolare
e dotata di un forte carisma, che, rompendo con le forme dominanti, aveva
deciso di approfondire gli aspetti illusionistici dell'immagine per poter
arrivare alla realtà ultima delle cose. La sua estetica, all'interno di
un ambiente effervescente, non immune da un certo carattere profetico,
creerà una scuola nella Scuola, dando vita alla Escuela realista
madrileña. Durante gli anni di studio conosce María Moreno
(Madrid, 1933), pittrice dalla singolare sensibilità che sposerà
nel 1961. Di lei, saranno presenti in mostra alcune opere emblematiche a
partire dagli anni settanta fino ad oggi, fra cui Cocina de Tomelloso (1972) e
Jardín de Poniente (2006).
La
poetica di Antonio López García (Tomelloso, Ciudad Real,
1936) nasce da un'autentica vena realistica e i suoi soggetti provengono dalla
sua esperienza, da ciò che egli ama: le persone a lui care, la sua
terra, la città in cui vive, Madrid, celebrata nei diversi dipinti che
la raffigurano dall'alto, nelle vie principali e dai sobborghi periferici con
le immense voragini tra i palazzi dei nuovi quartieri, i suoi angoli dimessi e
malinconici. Dipinti di grandi dimensioni su cui l'autore lavora a lungo,
tornandovi anche per anni, ogni volta in cui le condizioni di luce gli sembrino
adatte per ridare vita al'impulso emozionale che lo aveva spinto a dipingere. A
Potenza sarà presentato un nucleo di opere di pittura, di scultura e
disegni di grande importanza, fra cui Carmencita jugando (1960), Madrid sur
(1965 - 1985), La cena (1971-'80), Figura de hombre (bronzo, 2001).
L'ossessione per la luce,
elemento fondante dell'opera pittorica di López García, assume il
valore di strumento conoscitivo della realtà anche nell'opera dei suoi
eccezionali compagni, come Amalia Avia (Santa Cruz de la Zarza, Toledo, 1930):
l'assoluta fedeltà dellapittrice al motivo reale si traduce nei
bellissimi scorci di città presenti in mostra, come La calle de San
Mateo (1974) Despacho de leche (1994): a distanza di vent'anni, l'artista
riprende lo stesso soggetto, la città, che, avvolta da una luce radente,
emana un'atmosfera sospesa e misteriosa, in bilico fra sogno e realtà.
La
pittura di Carmen Laffón (Siviglia, 1934) ricrea l'intima calma
della quotidianità, colta attraverso un particolare cromatismo che tende
ad idealizzarla, pur restando fedele al dato di realtà. Il colore gioca
dunque un ruolo dominante nella sua produzione artistica, come testimoniano le
opere Bodegón de El Coli (1964) e la serie di paesaggi de El Coto
(2005-2006).
Anche nell'opera di Isabel
Quintanilla (Madrid, 1934) la luce riveste un'importanza eccezionale: da
qui le sue nature morte o gli interni in cui si scorgono a malapena ombre
misteriose che, realizzate con molteplici velature, acquisiscono un'aura
mistica, quasi irreale, inserendo l'opera in una dimensione di
atemporalità, come testimoniano dipinti quali Paco escribiendo (1995) o
Bodegón con ajos (2004).
Presso la Scuola di Belle Arti si
San Fernando a Madrid, Isabel Quintanilla conosce e in seguito sposa lo
scultore Francisco López Hernández (Madrid, 1932). Dopo i suoi
studi a Madrid, Francisco López viaggia in Grecia, Italia e Francia,
dove approfondisce la conoscenza della scultura classica, rinascimentale e
contemporanea. Il suo percorso tocca inizialmente la tematica religiosa, per
poi approdare ad una visione lirica del quotidiano, filtrato attraverso figure
ed oggetti cristallizzati nel bronzo, come ad esempio Nina escribiendo (1991).
Anche il fratello di Francisco, Julio López Hernández, appartiene
al gruppo storico della escuela realista madrileña di cui sviluppa le
caratteristiche attraverso la scultura. In occasione della mostra potentina,
saranno presentate opere fondamentali quali Marcela agachada (1967) e El
alcalde (1972).
Un
gruppo di artisti più giovani, come Miguel Ángel
Argüello (1941), Joan Mora (1944), José María
Mezquita (1946), Matías Quetglas (1946), Antonio Maya
(1950), è cresciuto portando avanti in maniera originale e spesso assai
individuale, la sensibilità dei propri maestri verso ulteriori sviluppi.
E ancora, una generazione dai limiti meno definiti, e anche meno definitivi,
completa questo quadro della ricerca sempre in evoluzione. Sono i "giovani"
Clara Gangutia, una virtuosa allieva di Antonio López capace di
aggiungere una straordinaria luce dinamica alle sue composizioni, forse la
lezione del cinema, Roberto Gonzáles, Jesús Ibáñez,
Fernando Rodrigo,Carlos Díez Bustos.
Ingresso dal martedì alla domenica ore
9.00 - 13.00 / 17.00 - 21.00 La mostra rimane aperta durante le
festività
Catalogo: Marsilio editori,
Venezia Prezzo mostra: 3,00 intero - 1,50 ridotto
(studenti fino a 24 anni, adulti oltre i 60 anni); l'ingresso per i
portatori di handicap è gratuito e avviene da Largo
Duomo. Informazioni: Galleria Civica Tel./Fax
0971/27185 Prenotazione biglietti on-line |
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