ANALISI DELL'OFFERTA
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LE RISORSE : Il Patrimonio Per patrimonio si possono considerare tutti gli elementi del passato che in qualche modo costituiscono un valore e che possono quindi essere positivamente valutati in qualità di attrattive turistiche. È indubbio che, in quanto a risorse storico-archeologiche e culturali, Potenza presenta numerosi elementi, catalogabili sotto diverse tipologie: opere e luoghi (siti, palazzi, chiese, porte, viabilità urbana, rampe e scale, piazzette e slarghi), ma anche tradizioni, valori, eventi storici, attività culturali. È da notare, a questo proposito, che secondo la suddivisione fatta dall'O.T.R (Osservatorio Turistico Regionale) della Basilicata, Potenza rientra a pieno titolo nel Gruppo 1, denominato "Le testimonianze della memoria", in quanto "si caratterizza per la forte presenza di beni e risorse di tipo storico, archeologico e culturale. Inoltre risulta rilevante la dotazione di risorse naturalistiche di pregio e di produzioni tipiche." [OTR-ISNART, Risorse di prodotto e strategie. Offerta e domanda di turismo in Basilicata, 1999, pg. 67 ] Bisogna infatti ricordare che "il patrimonio ereditario di un luogo è un importante richiamo turistico non solo perché vi sono dei manufatti databili (un particolare impasto di pietra e calce con qualche secolo di vita), ma perché è possibile "sentire" ciò che lì è accaduto in un dato momento storico e per acquisire una particolare esperienza, diversa per ogni individuo come diverse sono le aspettative che ve l'hanno portato." [L. Guiotto, Heritage tourism curato nei dettagli, ItaliaOggi, 1/3/2001] I punti di forza del patrimonio storico-architettonico-culturale e sociale della città di Potenza sono riconducibili ai seguenti:
E infine i "prodotti tipici"
Valutazione e indicazioni Indubbiamente, sia dal punto di vista quantitativo che per le qualità intrinseche, gli elementi evidenziati sono molto significativi in sé e positivi come oggetto di proposta turistica. È però importante considerare che, all'interno del ventaglio di proposte possibili, alcune andranno privilegiate come primarie, così da focalizzare sforzi e investimenti su precisi siti ed eventi di particolare valore. È pertanto opportuno programmare un piano di promozione di specifici elementi, sia a livello di sito che di evento. Nella Terza Parte vengono avanzate alcune proposte intese a promuovere in modo sinergico determinati siti e alcune forme di evento in grado di calamitare attenzione e interesse da parte di ben determinati segmenti del mercato turistico ma, per quanto riguarda l'esistente, il primo intervento da realizzare riguarda l'informazione. Ogni luogo o monumento dovrà essere illustrato da notizie storiche, architettoniche, tecniche e se possibile da curiosità, che saranno riportate in una guida complessiva, ma che devono anche essere presenti in loco su appositi tabelloni o su schede disponibili ad uso del visitatore (vedi la proposta allegata, riportata in Appendice, riguardante il sito di "Piazza Duca della Verdura"). È poi importante non dimenticare gli eventi tradizionali, elemento fondamentale tra le risorse del patrimonio, in quanto testimonianza della storia "vissuta". Grande risalto hanno, da sempre, alcune manifestazioni di lunga tradizione (come la "Sfilata dei Turchi"), ma grande attenzione, secondo noi, va posta nei confronti dei "nuovi eventi"; per tutti, basterà citare il caso della manifestazione librario/letteraria di "Book-mark", che sembra attirare l'attenzione di un pubblico consistente, e non solo specialista, anche fuori dei confini locali . [ Vedi la Repubblica, sabato 26 maggio 2001, dove si parla di Potenza come "polo letterario del Mezzogiorno".] Insieme, sono fondamentali i valori rappresentati dai prodotti tipici, tanto più in questo momento, in cui la riscoperta dei "sapori perduti", della genuinità unita al gusto della ricerca è diventata un forte stimolo al turismo . [ D. Paolini, I luoghi del gusto. Cibo e territorio come risorsa di marketing, Baldini & Castoldi, 2001 M. Antonioli Corigliano, Strade del vino ed enoturismo. Distretti turistici e vie di comunicazione, Milano, FrancoAngeli, 1999 ] In questo ambito, oltre all'ottimizzazione dei servizi già esistenti (in particolare ristoranti e trattorie, che vanno incentivati a curare al meglio le proposte di cucina "autoctona") sono da pensare interventi di razionalizzazione dei canali di vendita (con negozi, botteghe artigiane, spacci) e soprattutto di manifestazioni che, unendo il contenuto del prodotto tipico con la spettacolarità dell'evento, possono incentivare un turismo di rilievo. Il "fiore all'occhiello" Un elemento di grande valore storico, culturale, paesaggistico e anche di immagine è rappresentato dalla Torre Guevara, sita su un promontorio prospiciente l'avvallamento Mancosa (sede dell'Università). Questo sito presenta elementi positivi da valorizzare al massimo perché aperti su più fronti:
L'unico intervento necessario, sull'immediato, può riguardare la razionalizzazione dell'accesso: orari di apertura, cancelli di entrata (anche sul lato sud), qualche intervento di gardening. La "spina nel fianco" Tra i numerosi elementi positivi di vario genere, ora identificati, c'è da segnalare almeno un elemento fortemente negativo, dovuto alla mancata valorizzazione e sfruttamento delle grandi potenzialità, ed è costituito dal cosiddetto "Mosaico di Malvaccaro". Quest'opera, di grande valore storico ed archeologico, si trova in una zona di difficile accesso, senza possibilità di parcheggio, in precarie condizioni di visibilità, dando nel complesso l'idea di un bene assai prezioso, ma abbandonato e soprattutto misconosciuto e negletto dagli stessi abitanti e amministratori. Al contrario, andrebbe valorizzato in maniera adeguata alla sua importanza e valore, sia dal punto di vista delle infrastrutture di accesso e di visita, sia con opportune campagne di presentazione e visibilità. Poiché sembrano esservi ostacoli dovuti a conflitti di competenza tra diverse amministrazioni ed istituzioni, questa situazione potrebbe essere posta in maniera simbolica come obiettivo di un nuovo "patto di sinergia" tra i vari soggetti, che insieme collaborino per il rilancio turistico di Potenza, capoluogo di Comune, di Provincia e di Regione. LE RISORSE : L' Ambiente Il termine ambiente è piuttosto generale, in quanto comprende sia aspetti naturali, quasi "selvaggi" perché lasciati come sono, sia parti in cui è percepibile l'intervento umano. È pertanto opportuno sottolineare il doppio aspetto del concetto di ambiente, soprattutto se considerato come importante risorsa turistica:
In questo senso è importante considerare l'ambiente come lo scenario di uno spettacolo, se non addirittura come spettacolo in sé, in cui i turisti-visitatori possano sentirsi nel ruolo di spettatori, ma coinvolti e partecipi. Potenza, sia in città che soprattutto nel circondario, presenta tantissime risorse di tipo ambientale, a cominciare dalla particolarissima sky-line, di città moderna, con grattacieli e palazzi disposti, in maniera assai originale, sulle pendici di un colle, a costituire un "anfiteatro" urbano unico (vedi foto), inserito nella natura e ricco di verde anche al suo interno.
Le risorse ambientali certificate dalla nostra ricerca sono le seguenti:
In rapporto all'ambiente si possono fare tre gradi di distinzione: ambiente urbano, extraurbano di prossimità, extraurbano a distanza.
Il "fiore all'occhiello" Un elemento di grande valore ambientale, perché interno alla città e comodo rispetto al Centro Storico, è costituito dal già citato "Parco del Seminario", che rappresenta un'opportunità non ancora adeguatamente compresa e sfruttata. Al proposito sono pensabili piccoli interventi (indicati più sopra) in modo da renderlo totalmente agibile e farlo diventare punto di attrazione e fulcro di attività sociali, di intrattenimento, di relax. In ambito extraurbano un elemento di grandissimo pregio, su cui occorrerà puntare molto in modo da farlo diventare patrimonio e ricchezza dell'intera zona, città di Potenza in primis, è costituito dal "Parco della Grancia". Nel corso di un paio di stagioni questo sito, con le sue proposte diversificate di spettacolo (il cine-spettacolo sulla "Storia bandita", il parco-spettacolo con le esibizioni degli uccelli rapaci), di luogo ameno (parco pic-nic, mercatino) e - nel prossimo futuro - di parco tematico strutturato, si è imposto come idea vincente di creare un'attrazione di qualità e con forte individualità (culturale oltre che di show business) in grado di attrarre crescenti numeri di visitatori di diversa estrazione ed esigenze. È prevedibile un suo considerevole sviluppo ed è da considerare con attenzione la possibilità di creare sinergie (non solo "di servizio") con la città-fulcro di Potenza. La "spina nel fianco" L'elemento fortemente negativo da segnalare nel discorso relativo all'ambiente, in questo caso urbano, è costituito dai ruderi situati nell'angolo di fronte a "Porta Salza". Questo sito costituisce indubitabilmente un elemento di grande disturbo, stonando nel contesto generale della zona, particolarmente attraente in quanto ricca di scale, piazzette, vicoli e monumenti, oltre che direttamente collegata con il centro storico sia per gli accessi pedonali (si trova giusto al fondo della "passeggiata di via Pretoria") sia per coloro che vi transitano in macchina. È del resto comprensibile la difficoltà di intervenire su di un sito non di proprietà pubblica, ma va lo stesso considerata la possibilità di un qualche tipo di intervento risanatore. LE ATTREZZATURE : Ricettività e accoglienza Una posizione centrale in qualsiasi considerazione turistica occupa l'argomento della ricettività, in quanto riguarda sia gli aspetti tecnici che quelli psicologici dello "stare" e dello "stare bene". Le strutture ricettive non rappresentano di norma un elemento primario nel grado di attrattività di una zona (difficile, anche se non escluso, che qualcuno vada in un certo posto per provare un albergo, più facile forse con un ottimo ristorante), ma sicuramente sono ciò che completa e qualifica un soggiorno.
Diverso, e da approfondire, il discorso sui servizi di accoglimento:
e sui servizi prettamente "tecnici" per il turista:
Valutazione e indicazioni Come si diceva, le attuali esigenze di accommodation della città di Potenza sembrano essere pienamente soddisfatte dalla disponibilità di strutture esistenti. Diverso il discorso nella prospettiva di un incremento (che si auspica considerevole) del flusso turistico. Non solo sul piano dell'aumento di unità ricettive, quanto anche per ciò che attiene alla organizzazione e dotazione di ogni singola struttura. I discorsi sono comunque da considerare in maniera distinta in rapporto ad alberghi, ristoranti e altro.
Gli interventi proponibili sul breve periodo (tralasciando qualsiasi valutazione e proposta di tipo strutturale e organizzativo, che andrebbe valutata e concordata con le singole strutture o meglio con l'Associazione Albergatori) sembrano essere pertanto di tipo relazionale e sinergico (come peraltro già sembra si stia iniziando a fare, con la costituzione di un Comitato dei Gestori) che dia impulso in primo luogo a un maggior dialogo tra i vari soggetti. È infatti impensabile che, in vista di un'azione tesa allo sviluppo turistico della zona vi siano chiusure, o quanto meno posizioni di arroccamento e individualità, mentre si auspica l'acquisizione di una "mentalità di marketing" comprensiva dell'intera località e non focalizzata sulla singola azienda. Un primo passo costruttivo di questo dialogo potrebbe essere la creazione di "pacchetti" che propongano abbinamenti tra alberghi e ristoranti/trattorie in occasione di eventi esistenti o da inventare, anche sul tema gastronomico: "le stagioni del cuoco", "il mese della cucina", "i week-end golosi" o simili.
Forse sarebbe peraltro il caso di considerare qualche intervento teso ad approfondire, nei due sensi di un "recupero filologico" da un lato e/o di "rivisitazione" attualizzata dall'altro, i piatti e le proposte assai varie e stimolanti della cucina locale, diffusamente presente, ma magari non sempre proposta con personalità e carisma, come avviene già in alcuni casi, vere "perle" di grandissimo valore. Anche per i ristoranti, comunque, vale l'invito a un maggiore contatto tra di loro e con gli albergatori, magari per programmare insieme interventi di formazione e aggiornamento in tema di promozione, comunicazione e apertura ad un turismo non più solo locale.
Le indicazioni da proporre in questo campo sono quindi ad ampio spettro, e riguardano in primo luogo la costituzione di un info-point, in posizione centrale e facilmente raggiungibile (non necessariamente nel centro storico, ma sicuramente in un "nodo" nevralgico). È poi da programmare e realizzare una esauriente documentazione informativa da consegnare ai richiedenti all'interno di questo info-point: innanzitutto una piantina della città, con l'indicazione di vie, piazze, luoghi significativi, monumenti, musei, alberghi e ristoranti. Questo tipo di prodotto può essere fatto in co-marketing con sponsor locali o con associazioni di categoria, che possono farlo circolare anche in altre sede (negozi, ristoranti, alberghi, stazioni di servizio, ecc.). Altre documentazioni possono essere redatte su percorsi tematici: le chiese, le porte, le piazze e le vie caratteristiche, ecc. Una breve "guida" di presentazione della città e dei suoi "tesori" sarà poi riassuntiva delle singole brochure tematiche e della piantina. L'importante è che questo materiale sia agile, di facile consultazione e soprattutto pensato per una fruizione immediata, non come materiale di pregio da conservare (tipo guide rilegate o altro, che possono peraltro esistere, anche in concomitanza, ma che non devono essere le uniche disponibili e proposte). Proprio sul tema dei documenti di pregio (volumi, guide illustrate, approfondimenti tematici o d'autore) è invece da impostare in maniera coerente e programmatica un discorso complessivo, meglio se in sinergia con le altre agenzie informative (APT, Provincia e Regione), che già possiedono ampia e talora splendida documentazione, che però andrebbe focalizzata in maniera più strutturale.
Senza voler entrare nell'esame delle ragioni di tale insuccesso, è da rilevare - in linea generale - che non è pensabile alcun tipo di intervento che si limiti all'aspetto organizzativo (viaggio, soggiorno, qualche proposta di attività) se non si riesce prima di tutto a creare un "clima di attrazione" in modo che la gente sia informata, invogliata e motivata a visitare un certo luogo. È invece da sottolineare con forza l'importante ruolo che questi broker possono e debbono svolgere in un progetto complessivo di rilancio e organizzazione turistica della città, per l'esperienza, i contatti, le reti più o meno ampie di connessione con altri operatori italiani e stranieri e per il loro imprescindibile ruolo tecnico e organizzativo. È però fondamentale che anch'essi, se non altro come associazione categoria, siano un soggetto partecipe e "di peso" in un costituendo "comitato per il rilancio turistico" della città di Potenza. Il "fiore all'occhiello" Parlando di alberghi e ristoranti, vale a dire di singole aziende e strutture ricettive, è impensabile -in questa sede- effettuare indicazioni degli elementi di pregio, in primo luogo perché, come già detto, sono in molti a presentare caratteristiche di grande valore, ma soprattutto perché non sembra corretto proporre valutazioni e considerazioni non richieste e soprattutto senza aver prima stabilito criteri e modalità. È piuttosto da indicare la possibilità, una volta innescato l'auspicabile processo di collaborazione e crescita sinergica dei diversi operatori, di programmare un qualche tipo di intervento esterno (fatto ovviamente da esperti del settore) per valutare e indicare le migliorie e gli sviluppi da effettuare. La "spina nel fianco" In questo caso ci sentiamo di segnalare, come gravissima carenza e quindi necessità di intervento primario, la già citata costituzione di un "info-point", che serva da riferimento per le esigenze informative di viaggiatori e turisti. La struttura fisica di un punto informativo deve però essere corredata di un'adeguata serie di strumenti e materiali informativi. Una "provocazione" Nell'analisi delle infrastrutture ricettive, si diceva che la situazione appare adeguata alle esigenze attuali, ma probabilmente dovrà essere potenziata in previsione di un'ampia crescita di domanda. A questo punto si pone però un problema di tipo "circolare", che crea dubbi e indecisione: "Ci si chiede se sia il caso di investire "alla cieca" e in modo speranzoso o se non sia più opportuno garantirsi in qualche modo un ritorno abbastanza certo. Detto in altre parole: è meglio costruire prima l'albergo e poi far venire i turisti oppure è il caso di rispondere con impianti e servizi solo di fronte ad una domanda reale e in crescita? [ ] Per una comunità che intenda proporsi come meta di turismo ma non disponga, sull'immediato, di adeguati servizi di accoglienza, vi possono essere alcune soluzioni di breve o media realizzazione. [ ] Un sistema facile da rendere operativo è quello di rivolgersi al cosiddetto "turismo itinerante", fatto di turisti con caravan e camper."[ L. Guiotto, Che business il turismo itinerante, ItaliaOggi, 11 agosto 2001] La provocazione che intendiamo lanciare è infatti quella di creare, nel breve periodo, un'area di sosta per camper, possibilmente attrezzata per il carico e lo scarico delle acque (rubinetti e pozzetti) a cui si può aggiungere una serie di servizi (elettricità, custodia, trasporti verso il centro città, ecc.). È però anche necessario, per innescare ricadute positive, pensare a delle formule che invoglino i camperisti a frequentare locali e ristoranti, a visitare i musei, a utilizzare i servizi urbani. Questa soluzione non porta ovviamente clienti agli alberghi (almeno nell'immediato), ma crea un'immagine favorevole di "Potenza aperta" a varie categorie di ospiti che poi sapranno, mediante il passaparola, diffondere positivamente l'idea di una città ospitale e meritevole di un ritorno. LE INFRASTRUTTURE URBANE Dal punto di vista urbanistico Potenza, come molte città italiane di antico impianto, presenta un tessuto urbano "a misura d'uomo", ma non a misura di automobilista. Poiché, al contrario, la maggior parte del traffico turistico avviene mediante l'utilizzo dell'automobile, risulta evidente che, sotto questo aspetto, anche Potenza presenta gravi problemi di accesso, di flusso, di sosta e permanenza veicolare. Su questo punto la consapevolezza dei potentini, e degli operatori turistici in particolare, sembra pienamente espressa, come risulta con grande evidenza dai dati dell'indagine, mentre può sorprendere il giudizio più positivo rivolto dal campione di turisti. C'è però da fare un paio di osservazioni di chiarimento. In primo luogo, come si è più volte ripetuto, il campione di visitatori intervistati era estremamente ridotto e perciò, anche se le tendenze di fondo si riescono a cogliere (se non altro emerge con chiarezza una serie di differenze di giudizio con il gruppo di operatori interni), rimane l'impossibilità di una generalizzazione sicura e scientificamente affidabile. Sarebbe invece interessante (e molto utile per la programmazione futura) sentire, su questo come su molti altri aspetti, il parere di una giuria più allargata e composita. Ma questo può rientrare in un progetto di successiva attuazione. In secondo luogo, è invece da ricordare, come risulta da tutti gli studi sulle motivazioni turistiche [ Vedi ad esempio il recente Psicologia del viaggio e del turismo, a cura di M. A. Villamira, Torino, Utet, 2001], che il turista, soprattutto se consapevole di un suo ruolo in qualche modo "pionieristico", vale a dire di chi si reca in una località notoriamente non destinata ad uno specifico utilizzo da parte di visitatori esterni, si rende inconsciamente conto di questo aspetto e pertanto, anche se in modo non razionale, rinuncia a determinate aspettative che invece costituiscono un "dovere" in luoghi espressamente progettati e propagandati come località di visita. In altre parole, i turisti "alla scoperta" di posti nuovi, sono già in partenza più accomodanti, con meno pretese e con una visione complessiva più ottimistica e meno "critica" e pertanto accettano anche qualche minima difficoltà o imperfezione organizzativa (che naturalmente non superi determinate soglie di accettabilità). È in questo senso, secondo noi, che vanno considerati i dati risultanti da questa prima, limitata survey sull'esperienza turistica a Potenza, come messaggio di apertura, di disponibilità e di "buone intenzioni" verso un mercato non ancora "finalizzato" in modo evidente. Diverso, sicuramente, il giudizio nel momento in cui la situazione dovesse cambiare: è chiaro che se la città si propone come meta turistica, promettendo eventi, ospitalità, leisure e cultura, gastronomia e attività pensate per un visitatore esterno, costui sarà autorizzato a pretendere ciò che gli viene pubblicizzato, con un occhio in tal caso molto critico soprattutto sugli aspetti tecnico organizzativi. Detto questo, è evidente che il tessuto viario urbano di Potenza, soprattutto nei percorsi più canonici (accessi dall'esterno e mobilità interna di collegamento tra luoghi significativi) deve essere considerato secondo un'ottica di fruizione da parte di un utente-visitatore esterno, che non conosce la città ed ha bisogno quindi di informazioni, luoghi di sosta e servizi, oltre che di una possibilità di flusso viario senza ostacoli, deviazioni e punti critici. Per illustrare in maniera puntuale e approfondita come si deve intendere questo problema e cosa si deve fare per risolvere almeno i problemi iniziali presentiamo, nella parte conclusiva di questo lavoro, un modello di intervento esemplare che illustra difficoltà e vuoti informativi in un percorso "classico" di accesso che un forestiero debba seguire per recarsi dalla Strada Basentana ad un albergo situato nelle vicinanze del centro storico. In maniera riassuntiva, comunque, gli interventi urgenti riguardano elementi ben noti a tutti e anche all'Amministrazione Comunale, in particolare: toponomastica e segnaletica (a partire dalle carenti indicazioni relative al "Centro" sulla superstrada Basentana), parcheggi, collegamenti con le scale mobili, servizi di radiotaxi e, ancora, una chiara e puntuale informazione complessiva. Il "fiore all'occhiello" Il fiore all'occhiello di Potenza, l'elemento che la rende una città molto particolare è la sua posizione. Il fatto di trovarsi su di un colle, a tratti anche piuttosto scosceso, ha costretto i suoi abitanti - nel corso del tempo - a costituire un sistema viario poco tipico della conformazione urbana classica, con salite, tornanti, forti pendenze (la salita Mancusi ne è un esempio lampante!) più caratteristiche delle strade di montagna che di un collegamento interno urbano. Ma non solo le strade sono particolari. Un componente assolutamente tipico è costituito dal sistema di rampe e scale, di foggia, andamento, dimensioni, lunghezza e struttura assai diverse tra loro, ma che insieme costituiscono un'impronta particolare, che può diventare in qualche modo un simbolo della città. Nella terza parte verranno indicate alcune proposte relative al modo di valorizzare questi elementi urbani, sottolineando la peculiarità di "Potenza città verticale". La "spina nel fianco" A livello infrastrutturale e viario, si è
detto, sono molti i punti critici. |
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