Comunicazione all'esterno
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Perché un piano per la mobilità e l'accessibilità urbana La città di Potenza sconta da molti decenni le conseguenze di una crescita caotica e spesso irrazionale, in perenne conflitto con un'orografia difficile; tale crescita ha prodotto un organismo urbano in cui la qualità degli spazi, costruiti e aperti, difficilmente dialoga con le esigenze di funzionalità e di uso degli stessi cittadini. Una breve riflessione su questo stato di cose ci porta a riconoscere anche nell'evoluzione di Potenza i fattori di disgregazione urbana che hanno inciso sull'aspetto della città moderna. Il principio secondo il quale la città è "organizzata fin dalla sua fondazione con lo scopo di garantire un adeguato svolgimento di un determinato numero di funzioni legate alla presenza di una comunità umana"[ V. Fiore, La manutenzione dell'immagine urbana, Maggioli, Rimini, 1998 ] ha determinato storicamente "l'adeguamento" della struttura urbana a ragioni di funzionalità ed efficienza sempre più lontane dalla considerazione dei tempi e delle esigenze dell'uomo, snaturando così le semplici e ben riconoscibili funzioni degli spazi della città storica. Questo processo, nel tentativo di considerare gli spazi urbani come elementi da sfruttare unicamente in base alla loro capacità di soddisfare nuove esigenze, e rinnegando il processo di lenta stratificazione storica che per fortuna ancora si riconosce in tanti centri antichi, ha prodotto le città in cui oggi viviamo, luoghi in cui si affastellano le attività, spesso monofunzionali, e dove la riconoscibilità dei luoghi è spesso affidata all'addensarsi di segnali e di cartelli stradali o pubblicitari. Tutto ciò ha determinato il degrado dei centri storici da un lato, e la crescita di periferie amorfe dall'altro; si è aperta così la strada al dibattito, più che mai attuale, sulla necessità di perseguire opportune strategie di riqualificazione urbana intese come insieme di azioni volte a ristabilire il giusto equilibrio tra funzionalità e riconoscibilità dei luoghi. Ma la riqualificazione urbana è contemporaneamente una "opportunità": si discute oggi più che mai sulla necessità di un approccio progettuale della città legato ai concetti di public marketing e di city enhancement, approccio che identifica la qualità urbana, fisica e funzionale, con una vera e propria risorsa economica strettamente connessa al campo della organizzazione e promozione del territorio. Ripensare e riprogettare la città in questo senso significa mettere in campo contemporaneamente più filoni progettuali, che coinvolgono l'operatività di tutti i soggetti presenti, dalle imprese alle amministrazioni, ai tecnici, ai cittadini, al fine di definire di concerto politiche di intervento che conducano a migliorare le condizioni di utilizzo della città, soddisfacendo così le esigenze del "cliente interno", prima condizione perché la città possa aprirsi al cliente esterno (il potenziale o reale turista) e rendersi competitiva producendo nuove risorse:
Ovviamente per miglioramento dell'immagine urbana si intendono non solo tutte quelle operazioni di "lifting " che pure, come è stato già detto, sono fondamentali perché gli spazi urbani tornino ad essere riconoscibili e vivibili, ma anche, e nel caso di Potenza in special modo, tutte quelle operazioni tese a rendere funzionale ed agevole per tutti l'uso della città, nel caso specifico del nostro lavoro rendendola accogliente e invitante. Il Piano della Mobilità e dell'Accessibilità Urbana che il Piano di Marketing propone è uno degli strumenti necessari perché questo avvenga: partendo dal presupposto che esso si rivolga principalmente all'utente esterno - il turista o il visitatore occasionale potenziale turista - le strategie da adottare devono perseguire lo scopo di facilitare l'accesso alla città, di raggiungere agevolmente i luoghi che qualsiasi visitatore cerca quando arriva in una città che non conosce seguendo percorsi ed itinerari preferenziali. Questi devono attraversare la città offrendo strumenti di connotazione e orientamento del territorio e complessivamente un'immagine urbana qualitativamente accattivante e funzionale. La strategia deve tendere inoltre a valorizzare ed integrare le risorse già disponibili, con costi limitati a carico della parte pubblica. Cosa e come fare L'analisi mirata
In questo modo si individuano più itinerari
o percorsi, che possono essere classificati in principali e secondari in
funzione di scelte mirate e consequenziali ai dati di analisi e ai risultati
delle indagini sul target di riferimento; si compone in questo modo una rete
dei percorsi della mobilità interconnessi tra loro in punti che si
possono definire nodi principali.
Si ottiene in tal modo l'insieme degli elementi da analizzare criticamente, selezionati in funzione degli obiettivi che l'indagine si prefigge di raggiungere, e cioè:
Conseguentemente è necessario procedere all'analisi vera e propria, consistente nella osservazione e documentazione dello stato dei luoghi; in tal modo è possibile verificare la effettiva capacità dei singoli elementi e del sistema cui appartengono di assolvere al ruolo di struttura portante del sistema della mobilità interna al tessuto cittadino. È fondamentale in questa fase un'accurata documentazione fotografica, alla quale va affiancata un'indagine sulle impressioni e dunque sul livello di soddisfazione o di disagio riportato dall'utente (meglio se esterno), indagine che, a prescindere da tutti gli studi teorici possibili, costituisce in questo caso più che mai il serbatoio più attendibile di conoscenze. Dall'indagine si evinceranno:
Il progetto Dalla classificazione in ordine di importanza e
frequenza dei dati rilevati scaturiscono i criteri di intervento necessari.
Tutti questi interventi, una volta progettati, localizzati e calibrati in rapporto all'intera maglia di interconnessione, compongono la mappa del vero e proprio piano della mobilità, strumento funzionale alla rimozione di una delle più importanti carenze insite nella struttura urbana della città e determinante nella definizione delle modalità di accoglienza, parte integrante del Piano di Marketing Turistico.
ESEMPIO ESPLICATIVO Le pagine che seguono riportano le note descrittive ed alcuni elaborati grafici redatti allo scopo di illustrare sommariamente la metodologia di analisi applicata, a titolo di esempio, nella valutazione di uno dei percorsi di accesso più importanti di Potenza, e specificatamente quello sull'asse svincolo Potenza Ovest, sulla SS 407 Basentana, - ponte Musmeci - Viale Marconi - Albergo Parco del Seminario, simulando l'esperienza di un potenziale turista che debba entrare in città e raggiungere l'hotel Parco del Seminario. Sulla mappa, che riporta uno stralcio della città, è stato in prima istanza evidenziato l'asse in esame, che parte dallo svincolo sulla ss.407 Basentana - accesso alla città Potenza ovest -, prosegue seguendo gran parte di Viale Marconi e giunge nelle immediate vicinanze dell'Hotel Parco del Seminario. Lungo il percorso sono stati poi rintracciati i punti di connessione con altri assi che collegano poli significativi, quali ad esempio il gruppo di uffici a valle di Viale Marconi o altre 'porte' della città (la stazione ferroviaria Potenza Inferiore). In tal modo, anche se limitatamente ad una piccola parte di città, si è delineata la maglia della mobilità: individuati i percorsi principali e le loro connessioni si è rilevato che lungo tutto il tragitto preso in esame non si riscontrano punti di sosta veri e propri, a meno del ristorante "Antica Osteria Marconi", uno dei più accorsati della città e più noti anche fuori città, mentre si susseguono con una certa frequenza bivi e intersezioni 'cruciali'. È evidente che risulta fondamentale, per chi non conosce la città, avere la possibilità di orientarsi facilmente lungo percorsi non familiari, essendo peraltro inseriti nel flusso veicolare, e che il livello e la qualità dell'informazione presso gli incroci sono basilari affinché l'approccio alla città non diventi 'conflittuale' e istintivamente negativo. Pertanto sono stati fotografati e analizzati proprio questi incroci, per verificare quanto e se, almeno da questo punto di vista, la città di Potenza risulti 'ospitale'. Purtroppo dall'indagine così documentata è emerso che quasi tutti i punti di interscambio, compreso quello fondamentale per la mobilità pedonale all'interno della città costituito dall'ingresso alle scale mobili, risulta privo di adeguata segnaletica: il più delle volte si riscontra una commistione tra segnaletica direzionale e indicazioni pubblicitarie; il posizionamento delle indicazioni è spesso casuale; la toponomastica è assente o quasi; la qualità grafica è scarsa, il livello di manutenzione molto basso. Il lavoro svolto rappresenta solo il primo passo verso l'acquisizione dei dati utili alla redazione del piano della mobilità. Analisi analoghe ed estese a tutto il tessuto urbano devono tendere a rilevare e studiare le criticità, le contraddizioni, gli elementi di disagio, la presenza di situazioni da valorizzare o da mitigare. Allegato:
LEGENDA Nodo di connessione Polo Nodo principale Scale mobili Ristorante Nodi di connessione Nodo di connessione 1 Ponte Musumeci Situazione di criticità |
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